Ed eccomi al mio regalo di compleanno per i 58 anni. Margherita, circa un anno fa, appena uscito il nuovo operativo voli di Wizzair da Milano Malpensa a Yerevan, ha comprato i biglietti, e così, per circa 125 euro A/R, incluso il doppio bagaglio a mano con trolley da 10 kg. e zainetto da 40x20x30, ci siamo accaparrate questo volo di circa 4 ore e 10 per Yerevan, la capitale di quello che, ora è uno stato piccolino tra Asia Centrale e terre di fine Europa.
L’operativo voli è buono per me che vengo da Bologna, il volo parte alle 16.10 ed arriva nella capitale armena alle 22.20. Le ore di fuso sono 2 in quanto da noi c’è ancora l’ora legale, con lancette da spostare, ovviamente, in avanti.

Armenia Poche le info pratiche:
- Moneta: il dram (AMD) è la moneta corrente, e per ogni euro riceverete circa 450 dram (a dicembre 2025). Ogni dram si suddivide in 100 luma. Non è facile trovare posti di cambio e quindi consiglio di cambiare in aeroporto. Durante il vostro giro, sarà possibile cambiare in alcuni supermercati, dove esiste un apposito chiosco per il cambio. Ogni 100 euro cambiati, mi hanno corrisposto 44.200 dram, per darvi un’idea. Le carte di credito sono ben accettate, io con la Mastercard non ho avuto problemi.
- Telefonia e rete mobile: non avendo incredibilmente trovato un’offerta di roaming con il mio operatore Wind (costoso ma comodo), ho optato per una eSim che ho acquistato sul sito eSim.sm da 10 giga mensili per soli € 13,30. Facile da installare e da attivare. Segnalo però che in arrivo all’aeroporto di Yerevan è presente un banco che vi installa sia sim fisiche che sim virtuali, queste ultime molto convenienti in quanto sono forniti 30 giga per circa 10 euro. Troverete anche il wifi negli hotel ed in alcuni ristoranti, ma non sempre funziona.
- Assicurazione medica: io la faccio sempre con Viaggi Sicuri.com. Fatela, sempre.
- Prese elettriche: tipo C come le nostre dei cellulari, ma anche tipo F Shuko.
- Agenzia locale: potete anche noleggiare un’auto, le strade sono buone e il Paese è piccolo. Ma, vista la quantità di siti storici, consiglio di organizzare il viaggio con una guida locale. Io sono andata con Anna Karapetyan (Traveling Time Armenia), che ha anche un gruppo Facebook in italiano: Viaggiare in Armenia. Noi eravamo in 4 ed abbiamo speso circa 600 euro a testa per un tour di 6 giorni inclusi i trasporti in un comodo Van Mercedes con autista.
- Ride-Hailing: in alternativa al taxi, qui si utilizza Yandex Go, ma io ho avuto difficoltà in quanto è necessaria una sim locale.
- A chi è adatto questo viaggio? A chi ha interesse storico, architettonico, gastronomico, enologico. Molto avvincente anche il territorio, con paesaggi montuosi, laghi, cascate, cittadine, architettura di epoca sovietica, monasteri molto mistici. In autunno si nota un bellissimo foliage.
- Periodo e durata consigliati: le mezze stagioni, primavera ed autunno col foliage. Viaggio di 7-10 giorni.
- Abbigliamento consigliato: simile alle nostre latitudini, ma con differenze dovute alla varietà di altitudine e al maggior vento. Vestire a cipolla, con abbigliamento informale e scarpe comode (non da trekking). Utile un foulard per coprire il capo nelle chiese di domenica.
- Curiosità pratiche: molti hotel non hanno il vetro nella doccia, sempre è fornito spazzolino e dentifricio e acqua da bere in camera. La cena è servita presto nei ristoranti e la colazione spesso è servita dalle 9 del mattino. Il caffè nei buffet degli alberghi è locale, spesso turco. Troverete nel paese tanti Food Court, gli armeni adorano mangiare qui. La mattina gli armeni si alzano tardi: prevedete partenze non troppo presto. Il rito religioso è definito come Chiesa Apostolica Armena, fondamentalmente cattolica ma con messa del sabato e riti propri.
- Cosa troverete ovunque/unicità del Paese: i khachkar, monumenti in pietra scolpiti con croci e motivi decorativi, sono l’espressione più nota della religiosità armena (ce ne sono circa 40.000) e sono patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Unico è anche l’alfabeto, che definisce l’identità di una nazione i cui due terzi di abitanti sono stati sparpagliati per il mondo, che fu inventato da Mesrop Mashtots, monaco che visse tra il IV e V secolo, in un periodo in cui il Paese era smembrato tra impero persiano e impero bizantino e si richiama, anche se molto alla lontana, all’alfabeto greco.
Breve inquadramento storico:
Paese antico, si distingue in particolare per essere il primo Paese ad aver adottato il cristianesimo come religione di stato nel 301 d- C. ad opera del re Tiridade III.
La sua storia copre circa 4.000 anni, durante i quali arrivò ad una grande estensione di territorio, fino al mare turco e all’attuale Azerbaijan, dal XI secolo a.C., quando nella zona nacque l’impero di Urartu, al VI secolo, quando si instaurò l’impero armeno fino al 428 d.C., mentre dal VI al XI secolo d.C. il territorio fu conteso tra impero bizantino e l’impero persiano.
In seguito, l’Armenia fu invasa dai Mongoli e dagli Ottomani fino al XIX secolo, che perpetrarono, durante la prima guerra mondiale, il genocidio armeno, ripreso in più fasi (1915-1923), causando la morte di un milione e mezzo di armeni, a cui seguì il dominio sovietico dal 1922 al 1991, quando l’Armenia dichiarò l’indipendenza del suo territorio, ormai ridotto a dimensioni ristrette.
La contesa storica tra turchi e russi per il territorio armeno si fonda proprio sulla ricerca del dominio sullo sbocco marittimo dell’Armenia, che occupò a lungo le zone costiere che oggi si trovano di fronte all’isola di Cipro. La zona del Nagorno Karabakh è attualmente coinvolta in un conflitto con l’Azerbaijan. Attualmente è una repubblica parlamentare di circa 3 milioni dii abitanti, di cui un milione concentrato nella capitale Yerevan.
ITINERARIO DI VIAGGIO
Giorno 1 – 18 ottobre
Oggi parto con Trenitalia da Bologna per Milano (€ 33,90 + € 15 del Malpensa Express). Ho con me panini per la cena in aereo (Wizz non fa catering a bordo gratuito), ma a Malpensa mi faccio un pokè al solito posto in area A (€ 12,90), rimpinguo la mia borraccia di acqua e incontro le amiche di viaggio.
Il volo è regolare e, all’arrivo, ci attende un cartello con il taxi che abbiamo prenotato su Booking al costo di circa 20 euro e che ci conduce al nostro hotel nei pressi dell’aeroporto, sulla strada comodo per l’inizio del nostro tour di domani. Yerevan si trova a circa 1.000 metri sul livello del mare e la sera il clima è frizzante. Il nostro hotel (ALTUNYAN HOTEL) è semplice, camera spaziosa, e costa 33 euro per la camera doppia. Si trova in zona isolata anche se vicino c’è un piccolo market.
Giorno 2 – 19 ottobre: da Yerevan verso sud fino a Goris

Con un po’ di insistenza, ci servono la colazione alle 8.15: è semplice, gustosa e casalinga. Incontriamo Anna, la nostra guida, e verso le 8.45 partiamo col nostro Van e l’autista verso la regione di Old Artashat, puntando subito a sud in direzione del monastero di Khor Virap, il monastero in cui fu imprigionato il re Gregorio per 13 anni, poi liberato da Tiridade III.
La giornata è limpida e godiamo di splendide viste sul monte Ararat, che, pur trovandosi in territorio turco, si erge maestoso su questa parte dell’Armenia, ed è luogo sacro per gli armeni.
Ci fermiamo in un chisco di vendita di prodotti artigianali, dove le donne stanno preparando il famoso pane, il lavash, che proviamo con erbe di campo, basilico nero e coriandolo. Questa sosta è fotografica, per riprendere l’Ararat in una cartolina che contempla, da lontano, anche il monastero.

Ci dirigiamo quindi verso la grotta di Areni, a circa 100 km da Yerevan, e il paese di Getap, inerpicandoci su una strada dominata da curiose formazioni rocciose, dove troviamo la più antica grotta vinicola del mondo, risalente a più di 5.000 anni fa. Qui si produceva vino già allora e fu scoperta nel 2011 la grotta degli uccelli, con tanto di pressa e oggetti per la vinificazione, e qui fu anche scoperta la scarpa più antica del mondo, risalente a 5.500 anni fa. Areni dà il nome al famoso vitigno locale.
Continuando per 6 km nella stretta gola del fiume Amaghu (attenzione, potrebbe diventare inaccessibile in inverno), giungiamo, baciati dal sole che ne abbaglia il colore chiaro, al dorato monastero di Noravank, un complesso di 3 chiese costruito nel 1.200, con la splendida chiesa di Santa Madre di Dio, a cui si accede (ora non più) su stretti scalini, trattandosi di due chiese sovrapposte.
Qui comincerete a sentire parlare dei principi Orbellian, una famiglia molto influente del Medioevo armeno, che ritroverete ovunque. La collocazione è meravigliosa, su speroni rocciosi dorati e rossastri, con affaccio sul fiume. Proprio qui accanto c’è l’ottimo RISTORANTE SIRANES, dove abbiamo mangiato all’aperto (€ 50 circa in 4) divinamente. Verdure crude saporite, peperoni, cipollotti, fantastici cetrioli che io non mangio mai, erbe, fiori commestibili, i loro formaggi saporiti col lavash, un ottimo pollo grigliato con patate e un assaggio di torta locale.

Dopo pranzo riprendiamo la strada per andare a vedere il monastero di Tatev. Ci fermiamo in un market a Vaik per cambiare i soldi (50 euro per 22.050,00 dram) e poi puntiamo le Wings of Tatev (attenzione di inverno chiude alle 17.30) e prendiamo la cabinovia teleferica dal villaggio di Halidzor, nel 2010 considerata la più lunga la mondo con i suoi 5.700 metri (circa 17 euro, 6.500 dram) che si percorrono in 12 minuti ad un’altezza di 300 mt., ora superata dalla funivia che, in Cina, porta a Zhangijaje di circa 7.500 metri.
Dopo una breve ma ripida salita, visitiamo il monastero di Tatev, in una posizione stupenda, a strapiombo in cima ad una montagna, sulla gola del fiume Vorotan. La chiesa principale di San Pietro e Paolo fu edificata nell’895 ed il monastero fu sede di vescovato e centro di riproduzione di libri e miniature (che ammirerete nel museo di Yerevan). Qui ci siamo prese anche una benedizione speciale da parte del sacerdote, male non fa.
Scendiamo che cala la sera e anche la pioggia, e non riusciamo a vedere bene il bellissimo canyon. Giungiamo quindi a Goris, cittadina dal sapore sovietico, dopo circa mezz’ora e ci dirigiamo subito al RISTORANTE OLD GORIS (riso pilaf armeno con frutta secca, zuppa di lenticchie e fettuccine ai funghi e una bottiglia di vino locale, con dolce locale di burro e farina e anche ottima baklava di noci (€ 51 in 4). Subito ci dirigiamo al nostro HOTEL, IL POPOCK GORIS, dove io pago la mia fantastica singola (enorme con 3 letti) circa 28 euro con carta, prenotata su Booking. Qui c’è possibilità di colazione a buffet, al costo di 3.000 dram, ossia 7 euro.
Giorno 3 – 20 ottobre da Goris a Martuni
Questa mattina ci spostiamo nell’hotel di Anna in centro a Goris e facciamo colazione al buffet, che ormai abbiamo capito avere un prezzo standard, ossia 7 euro cadauno. Non male, ma ricordatevi di richiedere sempre l’omelette, che verrà fatta al momento.
Partiamo per la visita della città scolpita nella roccia, Khndoresk. Si tratta di un insediamento rupestre con caverne abitate fino al 1800, immerso in una verdissima vegetazione un po’ stile “hobbit”, dove si trova anche una bianca e affascinante chiesa del 1600, davvero molto mistica, e un ponte in ferro sospeso, un piccolo museo e, infine, si può chiamare un taxi, una vetusta auto sovietica tutta rossa, per risalire dalla discesa al ponte. Il taxi costa 3.000 dram e occorre dare una mancia al guardiano del museo (noi 2.000 dram).
Rientriamo quindi a Goris e facciamo un giro della città, famosa per i balconi in legno, per la pasticceria (compriamo vari dolci fragranti ed assistiamo alla preparazione del lavash), per le piazze con tanti tocchi di brutalismo sovietico, tra cui anche una improbabile riproduzione della torre Eiffel in miniatura. Da non perdere, la pensilina degli autobus.
Mangiamo i nostri dolci e pani lungo la strada per Zorats Karer, la “Stonhenge” dell’Armenia, un territorio di alti petroglifici identificato come zona energetica. A mio avviso non particolarmente interessante, ma abbastanza suggestivo.

Da qui comincia la nostra deviazione verso le cascate di Jermuk, una zona termale con lussuosi e mastodontici alberghi dei tempi sovietici, qui si trovano architetture brutaliste interessanti, gli stabilimenti liberty davvero belli e ben tenuti (restaurate nel periodo zarista), un grazioso laghetto con un bar con tavolini che ruota e galleggia, la statua di Charles Aznavour e la bella passerella delle cascate, piccole ma suggestive e particolari, con l’acqua che scende a zigzag sulla roccia fino alla passerella. Fate un giretto nei dintorni, dove in autunno la natura si colora di rosso e di giallo.
Siamo ora pronti per l’ultima tappa della nostra giornata, il caravanserraglio degli Orbelian, prima di giungere a Martuni, la città dove dormiremo. La strada comincia a salire verso il passo di Selim, a 2.400 metri, tra curve e paesaggi desertici color ocra che ricordano i parchi dell’ovest degli Stati Uniti.
La vista sulle montagne è suggestiva e qui davvero non ci sono turisti. Di fronte al caravanserraglio, costruito nel 1.332 per dare protezione ai viandanti che commerciavano beni tra Oriente ed Occidente, fu poi ricostruito negli anni ’50. Armati di torcia, visitiamo gli ampi interni, un vestibolo di 26 metri x 13, dove trovavano riparo anche i cavalli, e le due stanze per i viandanti.
Fuori dalla bella porta, affacciato sulle montagne brulle e colorate, l’auto sovietica di una coppia di venditori di leccornie locali ci intrattiene e i due ospitali armeni ci offrono dolcetti e un buon bicchiere di vino di melograno, bevanda molto popolare. Siamo a circa 150 km da Yerevan.

E’ già buio quando giungiamo nella cittadina di Martuni. Prima di arrivare al nostro hotel, Anna ci ha organizzato la cena presso una famiglia locale (7.000 dram a testa da pagare cash). Il cibo è tra i più buoni della nostra vacanze, con verdure dal sapore fantastico, una trota gustosa, uno spezzatino di pollo con patate da leccarsi i baffi, formaggi locali squisiti. Vale la pena fare questa esperienza culinaria. Ovviamente non vi capirete, ma Google Translate vi aiuterà.
Arriviamo al nuovissimo HOTEL VELL GREY, introvabile, in una strada dissestata, al primo piano di un edificio in costruzione e privo di sala colazione. Questa sera divido la stanza con una compagna di viaggio e, per 15 euro a testa, ci godiamo una stanza nuovissima, bel bagno, frigo dove riponiamo il cibo comprato al supermercato per la colazione dell’indomani, cuscini morbidi e un letto comodissimo.
Giorno 4 – 21 ottobre da Martuni a Dilijan
Dopo la colazione in camera, partiamo per Noratus, un bellissimo cimitero dove Anna ci spiega i riti funebri e di sepoltura, la diversità dei khachkar, tra le varie epoche e ceti sociali,
La pioggia incessante ci induce ad entrare nei moderni spazi di un caseificio in cui abbiamo prenotato una degustazione. Salumi e formaggi deliziosi, abbinati a frutta fresca e secca, crostini e vino, splendidamente presentati e di grande qualità. Acquisto molto caro, conviene comprare in aeroporto prima di partire. Sosta molto piacevole e gourmet.

Ancora sotto la pioggia, visitiamo il monastero di Hayravanq, tutto in tufo nero, del X secolosul lago Sevan, più un mare che un lago, con i suoi 1.500 km quadrati. Continuiamo sulla strada che costeggia il lago fino al bellissimo monastero di Sevanavank e saliamo i 226 gradini a 2.000 metri per raggiungere le due chiese a forma di croce con tamburi ottagonali sulla collinetta, una dedicata ai Santi Apostoli ed una alla Madre di Dio, dove si trova un Cristo benedicente con la mano in cui pollice e mignolo sono uniti a cerchio e le altre tre dita alzate simboleggiando la Trinità (benedizione armena).
Qui a Sevanavank venivano mandati i monaci che avevano commesso peccati. Il sole fa capolino tra le nuvole e rende l’affaccio sul lago decisamente suggestivo. La chiesa all’interno è raccolta e ricca di atmosfera. La posizione di questo complesso gli attribuisce il primo posto tra i monasteri visitati, almeno a mio avviso.
Per pranzo, facciamo una sosta al buonissimo Food Court di Tsovagyugh, molto affollato e ricco di piatti buonissimi. Vale la pena!
La prima sosta a Dilijian è nella parte antica, tutta in legno, con negozietti per comprare regali, poi ci inoltriamo per una decina di chilometri in una strada nei boschi che ci conduce al bianco monastero di Haghartsin, sul torrente ed immerso tra gli alberi colorati dal foliage di un parco nazionale. Si compone di 3 chiese di cui la più antica è San Gregorio, risalente al X secolo. Qui si trova un nocciolo di 700 anni. La pioggia ha reso suggestivo questo complesso di chiese, illuminando a specchio il calcare giallo, invero quasi bianco, materiale molto resistente alle intemperie, di pavimenti e pareti.
L’ultimo monastero che visitiamo oggi ci regalerà anche un rosso tramonto sulle verdi montagne circostanti: Il monastero di Goshavank, a circa 10 km dal precedente, all’interno del parco nazionale di Dilijian, costruito nel XII secolo e non dotato di mura difensive, vanta finissime decorazioni e il khachkar più bello del Paese, risalente al 1.291.

Rientriamo quindi in città e ci fermiamo per fare merenda in una sala da tè libanese, il “Carahunge”, dove prendiamo un fantastico hummus e una fetta di torta al miele (una deliziosa torta di grano saraceno con strati di crema di miele, che avevo gustato anche in Bielorussia) con un’ottima tisana all’olivello spinoso. Il posto ha prezzi da nord Europa, ma vale la pena.
Ci rechiamo quindi al nostro bell’hotel, ESCAPES BOUTIQUE HOTEL, molto raffinato, dove abbiamo un appartamento molto chic, e ceniamo al ristorante con un buon agnello con patate e un calice di vino rosso (circa 35 euro in doppia con colazione inclusa).
Giorno 5 – 22 ottobre da Dilijan a Gyumri
Oggi facciamo colazione in camera con le nostre cose comprate al market e poi andiamo a fare colazione dai molocani, una comunità russa cristiana stabilitasi anche in questa zona, con abitudini simili ai più famosi Amish e ai quaccheri degli Stati Uniti.
E’ piacevole bere il tè fatto nel samovar e gustare le frittelle con marmellata fatta in casa. In seguito facciamo un giro anche nel villaggio da loro abitato, Lermontovo, ma andiamo via subito perché non ci sembra sicuro: ci sono molti cani randagi in giro (questo è un problema in Armenia, ed è il motivo per cui incerte zone, la sera, è meglio non avventurarsi a piedi.
La zona di Dilijan è soprannominata la “Svizzera dell’Armenia”, trovandosi a 1.000 metri di altezza ed essendo parco nazionale dal 1958, ricco di boschi, foreste e specie endemiche di flora e fauna. Qui in epoca sovietica si veniva a villeggiare

Dopo una sosta in un caffè modernissimo con ottimo cappuccino e torte accanto ad una stazione di benzina, partiamo per vedere Akhtala, un monastero calcedonico, simile a quelli georgiani, con interni dipinti, passando dalla cittadina di Alaverdi. Quindi andiamo a vedere il monastero di Haghpat, in bella posizione sul fiume Debed, a mezza costa, in segno di umiltà e devozione. Si tratta di patrimonio Unesco. Risale al X secolo, con cupola centrale e quattro pilastri. Qui si trova una croce con crocifissione, rarissimo per l’arte armena. Di questo complesso, è molto particolare il campanile, che poggia su una struttura a forma di piccola chiesa.
La zona è montuosa con fenditure e spaccature nelle rocce marroni, molto suggestiva: questa è la valle di Debed. Qui ci fermiamo a pranzare in un bel ristorante all’aperto a Kefilian, dove, per circa 6 euro a testa, ci preparano verdure, formaggi, pane e un gustosissimo pollo con patate.
Dopo pranzo visitiamo il monastero di Sanahin, che presenta un bellissimo nartece, anticamera, preambolo, delle chiese vere e proprie, con archi e colonne immersi nel bosco, che col sole danno giochi di luce suggestivi.
Qui si trova anche una biblioteca a pianta ottagonale con rappresentazioni delle scienze, davvero maestosa. Questo sito è patrimonio Unesco. Ci fermiamo ad Odzun, una bellissima cattedrale a tre navate, risalente al V secolo, dal colore rosso dorato (al-vert, da cui il nome della zona di Alaverdi, significa pietra rossa, qui si possono vedere anche i resti dello stabilimento di estrazione del rame di epoca sovietica) e con un bellissimo prato antistante. Qui si trova un particolare monumento funerario donato da un re indiano composto da due stele tra due archi. Qui ci sono bancarelle per comprare qualche souvenir.

Prendiamo l’autostrada per Gyumri (che si trova a circa 1h30 di strada di montagna e autostrada) e ci fermiamo ad un supermercato modernissimo dove acquistiamo anche del pane in una profumata panetteria.
Verso le 20 arriviamo al nostro bellissimo B&B ARMINE’S, che paghiamo cash (18.000 drum) dove ho una modernissima stanza con doccia (stavolta col vetro), e poi il nostro autista ci porta in centro, molto grazioso, tutto in pietra nera ed illuminato in modo suggestivo. Ci fermiamo a cena al “Guymri Express”, un simpatico ristorante dove bicchieri e bevande sono serviti con un trenino: cena gustosa e ottima birra locale da provare, l’Alexandrapol (sempre circa 12 euro a testa).
Giorno 6 – 23 ottobre da Gyumri a Yerevan
Questa mattina visitiamo la bella Gyumri, il cui nome antico è, come la birra, Alexandrapol. Il terremoto del 1988 ha distrutto il 60% degli edifici,ma conserva la sua impronta ottocentesca e conserva, più che ogni altro luogo in Armenia, tanti edifici ed opere di architettura zarista. Ci troviamo nella piazza principale e qui visitiamo la cattedrale di Santa Maria, con le sue 7 ferite, in stile armeno all’esterno e russo all’interno. Poi, dall’altra parte della piazza, la imponente chiesa dei Santi Salvatori, degli anni ’70, in pietra di tufo vulcanico nera e rossa, caratteristica di molte costruzioni della città. Al centro della piazza si trova un imponente monumento alla battaglia di Avarayr contro i persiani, segno dell’imporsi del cristianesimo.
Ci fermiamo a fare colazione sulla strada pedonale principale da Aregak Backery, un moderno delizioso locale con laboratorio di pasticceria, favolosa, gestito da ragazzi diversamente abili. Questa è una tappa da non perdere: cibo buonissimo e cappuccini favolosi.
Continuiamo il nostro giro per la città a piedi, scovando parchi, architetture sovietiche, curiosità colorate, tra cui una statua gigante alle brocche per acqua dorate con fondo ricurvo, un museo della ceramica diretto da un italiano che si è stabilito qui anni fa.
Prendiamo il van poi per raggiungere altre piazze e fare la foto della scritta “I love Gyumri”e in periferia andiamo a vedere la sovieticissima fontana di ferro dell’Amicizia, dai contorni modernisti, eretta nel 1982 ad opera di Artur Tarkhanyan, geometrica ed imponente. Altra chicca che non perdiamo, la stazione dei treni, tutta in marmo rosso, anch’essa di epoca sovietica e rimasta molto autentica.
Vista la lauta colazione, oggi non pranziamo e ci dirigiamo alla chiesa di Santa Hripsine, suora romana rifugiata in Armenia per sfuggire alla corte di Diocleziano, ma poi oggetto dei desideri di Tiridade III, e, in seguito al rifiuto, martirizzata, dove troviamo un matrimonio in corso (questa santa condivide il percorso spirituale e di martirio della più famosa Santa Nino georgiana, a cui è ispirata l’omonima croce tipica).
Ci aspetta quindi un complesso religioso imponente e circondato da giardini ricchi di aiuole fiorite: il sito di Echmiadzin , a 15 km a ovest di Yerevan, è il cuore religioso del paese e patrimonio Unesco. La chiesa Madre, la cattedrale di Mayr Dajar, non può essere fotografata all’interno che presenta splendidi pannelli in legno decorati a motivi vegetali. Da non perdere il sontuoso portale.

Poco oltre, troviamo un altro sito Unesco: costruita nel secolo VII, in epoca bizantina, la chiesa di Zvartnots sorge su un sito che era luogo di culto in tempi remoti. A struttura circolare, aveva una cupola di 45 metri, e uno stile greco-romano, ed è dedicata agli angeli (zvartunk) apparsi in sogno a san Gregorio. Visitate anche il bel museo.
Sia il il monastero di Echmiadzin che il sito archeologico di Zvartnots sono patrimoni dell’Unesco.
Si rientra a Yerevan.Verso le 18.30 facciamo il check in nel nostro hotel centralissimo, IL KANTAR HOTEL, che ci ospiterà per due notti (70 euro la doppia con colazione). Ottimo albergo, un poco sovietico, ma con camere enormi, doppie con due bagni, colazione dalle 8 a buffet ottima, insomma una scelta strategica. Vicino a tutto.
Usciamo verso le 19 che è già buio e la città è illuminata. Andando verso piazza della Repubblica notiamo una serie di imponenti monumenti sovietici in marmo e un viale con fontane danzanti colorate: un percorso di circa 1 km fino alla stazione con musica e colori davvero suggestivo.
Decidiamo quindi di andare a cena nel ristorante più consigliato della capitale, il “Tavern Yerevan”. Non avendo prenotato però non c’era posto ma, essendo 4 belle donne, pure simpatiche, siamo state invitate da un ragazzo della nostra età in vacanza col figlio ventenne. Abbiamo così passato una bella serata in compagnia con ottimo cibo e vino locale, spendendo circa 20 euro a testa. Consiglio la prenotazione. Dopo cena, rientriamo in hotel a piedi in circa 20 minuti di cammino.
7 giorno – 24 ottobre visita di Yerevan
Oggi facciamo una bella colazione a buffet con vista sulla città dall’8° piano e poi, a piedi, ci incamminiamo verso il Vernissage Market (ma non venite prima delle 10!), il mercato di artigianato armeno all’aperto, dove scopriamo che gli scacchi sono un passatempo nazionale, che qui c’è una tradizione di tappeti molto antica (da visitare il museo con dimostrazione della filatura nel vicino Tufekian Heritage hotels, dove si trova una sede del bellissimo e moderno brand Ardean, dove dovete comprate almeno una sciarpa in lana o seta (l’altro store è nei pressi di piazza della Repubblica.
Al mercato scoviamo anche della curiosa oggettistica di epoca sovietica. Facciamo una sosta al vicino museo del cinema (Cinema House), una chicca in edificio brutalista da non perdere. Da qui andiamo a prendere la metro, per vedere gli interni e gli esterni sovietici, che non deludono gli estimatori. In un bel giardino del parco Poplavok vicino all’uscita della metro Yeritasardakan troviamo il monumento “Le mani dell’amicizia” (con i Paesi arabi) in marmo di Carrara.
Da qui passiamo per parchi, giardini, laghetti e stature in bronzo divertenti per raggiungere il museo dei manoscritti antichi. Prima di fare la breve salita che porta al maestoso edificio che lo ospita, la nostra guida ci porta in uno storico e divertente locale (Grand Candy) dove si consumano frittelle con crema e bevanda al cioccolato.
Questo era il pasto degli studenti poveri nel periodo sovietico ed ora è un lugo colorato e divertente dove i nonni portano i nipotini. Dopo questa sosta golosa arriviamo al Matenadaran (aperto dalle 10 alle 17 e chiuso domenica e lunedi) che contiene, nei suoi bei saloni, una pregevole collezione di manoscritti, incisioni antiche incantevoli e coloratissime, mappe che mostrano quanto era esteso il territorio armeno.
Di fronte all’ingresso, il monumento a Mesrop Mashtots, inventore dell’alfabeto armeno. Da qui, in Yandex, raggiungiamo il Memoriale del Genocidio, su una collina con vista sulla città e un toccante museo in cui passerete del tempo. Calcolatelo. Sempre con uno Yandex raggiungiamo ora la Moschea Blu e la splendida (esternamente) Food Court che si trova di fronte (dove ci sediamo a fare merenda, io con un fantastico hummus libanese e lavash). Vicino prendiamo una stradina ed entriamo in un quartiere molto particolare della città, fatto di case popolari e murales; il Quartiere Kond. Per un assaggio autentico della città nascosta, un quartiere che sembra povero ed invece è abitato da persone molto ricche (all’interno delle case).
La passeggiata è molto lunga e a piedi (meno male che abbiamola guida Anna) rientriamo in centro, per incontrare la bella scalinata con gradini dipinti “Saryan Steps”, in Martiros Saryan St. Ancora pochi metri e ci ritroviamo davanti al moderno ed imponente parco Cascade, iniziato negli anni ’70) e alle moderne opere del giardino Cafesjan Sculpture Garden (tra cui opere di Botero). Si tratta di una scalinata di 572 gradini, con un dislivello di 78 metri, che defluisce in Tamanyan Street. Qui si trova il teatro dell’Opera, bar e ristoranti.
La zona è centro della Nightlife cittadina. Da qui, attraversando zone pedonali con installazioni moderne (come l’enorme chiave della città) arriviamo in Piazza della Repubblica, che la sera ospita giochi d’acqua delle fontane di fronte al Museo nazionale di storia armena: si tratta di una piazza monumentale di impronta sovietica (circa 14.000 mq) e già attraversarla richiede un po’ di tempo, ma è vitale, animata e lo spettacolo di luci e suoni delle fontane danzanti impagabile.
Da qui andiamo in hotel per una doccia per poi rifare la stessa strada per cenare nel ristorante più famoso della città, il “Lavash”, a cui si giunge passando dalla bella piazza Aznavour, di sera molto suggestiva e illuminata. Questo ristorante è abbastanza caro e il cibo ha lasciato molto a desiderare, pertanto non lo consiglio.
Rientriamo in hotel dopo più di 20.000 passi fatti in questa giornata.
Giorno 8 – 25 ottobre i dintorni di Yerevan
Dopo un’altra ottima colazione al Kantar Hotel, chiudiamo le valigie che porteremo con noi fino alla partenza e facciamo il check out. Ci aspettano Anna e il nostro driver per portarci alla statua della Madre Armenia su una collina con vista città. Oggi c’è il sole ma c’è foschia e quindi non godiamo della vista sul monte Ararat, che da qui sarebbe stata perfetta. Dopo questa tappa facciamo una sosta alla grotta di Levon, curioso personaggio che ha creato una città sotterranea dalla cui visita dei turisti trae ora sostentamento la sua famiglia.
Partiamo dunque per i dintorni di Yerevan e, anche se non avremo la vista, facciamo sosta al turistico Arco di Charents un punto panoramico molto turistico.
La strada si fa sempre più affascinante ed entra nella Foresta di Khosrov, una vasta riserva naturale un tempo riserva di caccia per nobili, che ora ospita linci, cervi e mufloni. Siamo a 30 km dalla capitale, sulla catena vulcanica di Kegham.
In questo scenario montano, splendido col foliage d’autunno, arriviamo ad una meta molto frequentata, il tempio pagano di Garni, di ispirazione greco romana, commissionato da re Tiridade I nel 77, composto da 24 colonne ioniche ed è dedicato al culto del dio Mitra, il Sole. Distrutto da un terremoto, fu finemente restaurato negli anni 70. Il villaggio adiacente offre la possibilità di mangiare e fare degustazione e noi assistiamo alla preparazione del lavash, che poi gustiamo con erbe e formaggio. Meglio prenotare.

Dopo questo spuntino ci rechiamo in un luogo sorprendente, il Canyon di Garni, detto anche Sinfonia delle Pietre, un percorso su strada tra le altissime formazioni basaltiche, in discesa, che vi stupirà. Se siete stanchi, si può prendere il trenino per risalire per 200 dram. Troverete tante bancarelle che vi offriranno una corroborante spremuta di melograno.

Arriviamo, dopo circa 10 km di auto tra le curve della bella strada, ad un altro patrimonio Unesco dell’Armenia: il Monastero rupestre di Geghard, scavato in parte nella roccia, splendidamente decorata e circondato da una foresta gialla e ruggine. Costruito nel 1.200, con interni estremamente mistici e suggestivi (tra cui una fonte d’acqua interna alla chiesa), è uno dei luoghi sacri che più mi è piaciuto.

Riprendiamo la strada per Yerevan e, quando arriviamo, facciamo sosta al mercato della frutta, l’Armenian Market. Qui è impossibile non comprare gli splendidi cesti di frutta secca (molto particolare e si possono anche comprare le torte armene tipiche in scatola da portare a casa). Di seguito andiamo in centro a ripercorriamo di giorno, i luoghi già visitati ieri sera.
Di giorno sono molto vivaci, in particolare piazza Aznavour, con la splendida fontana con i segni dello zodiaco, una enorme scultura a forma di ragno, il vecchio cinema teatro, e poi il complesso Cascade visto di giorno, il teatro dell’Opera e, infine, facciamo una fantastica degustazione di vini armeni da “In Vino”. Consiglio, oltre ai vini rossi dal vitigno Areni, il Khakeni e, come bianco, il Trinity fatto con uve Voskehat,. Plendido anche il Noa Cuvèe Reserve (Areni Bianco). La degustazione comprende 4 vini, formaggi e crostini, e la spiegazione è molto professionale.
Per cena, ci trasferiamo al vicino “Tapastan Yerevan”, localino molto cool, dove prendiamo ottimi crostini misti.
E’ ora di salutare Anna, mentre il nostro autista ci porta in aeroporto. Un salto ai banchi di Wizzair per ritirare la carta di imbarco cartacea (ieri abbiamo fatto il Check in Online), ultimi acquisti, tra cui una buona bottiglia di cognac Ararat 5 anni e una stecca di sigarette armene (vi consiglio anche di acquistare il miele, in Armenia è spettacolare) e prendiamo il nostro volo per Malpensa, che dura, a causa dei forti venti contrari, ben 4 ore e 50 minuti.
Andateci, in Armenia, è un Paese estremamente interessante, ricco di storia e con un territorio molto bello, città interessanti e Yerevan capitale piacevolissima. Una settimana può bastare, ma non meno. Non ve ne pentirete.
Vi lascio un dettaglio delle spese, eravamo un gruppo di 4 amiche e spesso ho preso al stanza singola:
Volo Wizz Air da Milano Malpensa a Yerevan, incluso un trolley da cabina da 10 kg: 128 euro A/R (comprato 11 mesi prima)
7 notti in hotel: € 220
Agenzia locale Traveling Time Armenia con guida in italiano e trasporti: circa € 600,00 a testa
Io ho cambiato 150 euro e speso con carta di credito circa € 250
Calcolo poi circa 80 euro di treni da Bologna a Malpensa A/R.
Per un totale di circa € 1.400.
Al prossimo viaggio!

Sono rimasta letteralmente incantata da questo itinerario, dal tuo racconto dettagliato e dalle tue foto davvero pazzesche. Che posti magnifici!! Non avevo mai considerato l’Armenia com emeta di viaggio ma ora sono proprio curiosa di approfondire!
Credo che il Monastero rupestre di Geghard da solo valga il viaggio! Già dalla foto se ne intuisce la profondità e la meraviglia. Comunque complimenti per la scelta di un viaggio inusuale che ha condotto voi amiche lungo un itinerario spettacolare fatto di monasteri arroccati e vedute incantevoli. Mi è piaciuta molto l’idea della cena presso la famiglia, come se avessi sentito il sapore dello spezzatino!
Sogno l’Armenia da quando ho assaggiato un vino armeno in un’enoteca della mia città, e da quel momento ho letto tante cose interessanti sul cibo e sul vino di questo paese. Per cui quella del volo Malpensa-Yerevan con WizzAir è una notizia stupenda! Ora vado a vedere se l’operativo sarà ancora disponibile verso l’autunno. Sicuramente non ci sarà abbastanza tempo per un itinerario così completo ma si può prendere spunto dalle vostre tappe.
Mi piacerebbe avere un regalo di compleanno del genere. L’Armenia mi ha ricordato un pò la Georgia, che mi è piaciuta tanto e per me che amo le antiche chiese penso sia un paese da visitare quanto prima