Lasciamo Dunedin alle spalle, ma siamo ancora nella splendida regione di Otago. La strada continua a regalarci paesaggi che sembrano dipinti: dolci colline verdi, immense distese di pascoli dove pecore e bovini vivono indisturbati e, poco più in là, l’Oceano che accompagna il viaggio con il suo blu intenso.
Dopo poco più di un’ora arriviamo a Oamaru e capiamo subito che non è una città come le altre. Anzi, probabilmente è la cittadina più originale e sorprendente che abbiamo visitato in tutta la Nuova Zelanda. Qui convivono eleganti edifici vittoriani, arte contemporanea, strane invenzioni, locomotive futuristiche, pinguini rarissimi e una spiaggia che custodisce uno dei misteri geologici più affascinanti del Paese.
È una tappa che molti sottovalutano, ma che riesce a conquistare chiunque decida di dedicarle qualche ora.
Oamaru informazioni di viaggio:
- Dove si trova: Nella regione di Otago, sulla costa est dell’Isola del Sud, circa 120 chilometri a nord di Dunedin.
- Come arrivare: Si percorre la splendida e panoramica State Highway 1 (SH1). Dista circa 3 ore d’auto da Christchurch (250 km) e 1 ora e mezza da Dunedin.
- Cosa fare : Passeggiare nel Victorian Precinct, visitare il folle museo Steampunk HQ e, all’imbrunire, recarsi alla Oamaru Blue Penguin Colony per vedere i pinguini più piccoli del mondo che tornano a riva.
- Dove dormire : Per una questione logistica abbiamo deciso di dormire in uno studio a Timaru The Hibernian Studio Apartments 4 Latter Street
Oamaru, la città vittoriana più insolita della Nuova Zelanda
Passeggiare per Oamaru è un po’ come fare un salto indietro nel tempo. Il suo centro storico conserva una delle più belle collezioni di edifici vittoriani della Nuova Zelanda, costruiti con la caratteristica pietra calcarea bianca estratta proprio da queste zone.
Le facciate eleganti, i grandi magazzini portuali trasformati in negozi, le vecchie insegne e le strade tranquille creano un’atmosfera davvero particolare. Non sembra di essere nella moderna Nuova Zelanda, ma in una piccola città inglese dell’Ottocento.

Il cuore della città è il Victorian Precinct, un quartiere perfettamente restaurato dove ogni edificio racconta un pezzo della storia di Oamaru, che nella seconda metà del XIX secolo conobbe un periodo di grande prosperità grazie al commercio della lana e del grano.
Oggi questi edifici ospitano gallerie d’arte, botteghe artigiane, caffetterie, librerie e piccoli negozi dove è facile perdere la cognizione del tempo.
Il lato più stravagante di Oamaru
Se il centro storico affascina per la sua eleganza, basta fare pochi passi per scoprire il volto più eccentrico della città.
Oamaru è infatti considerata la capitale neozelandese dello Steampunk, un movimento artistico che immagina un futuro costruito con la tecnologia dell’epoca vittoriana: ingranaggi, macchine a vapore, metalli, locomotive e invenzioni dall’aspetto quasi fantascientifico.

Il luogo simbolo è lo Steampunk HQ, uno dei musei più insoliti che abbia mai visitato.
Appena si entra si viene catapultati in un mondo completamente diverso. Sculture meccaniche, enormi robot costruiti con materiali di recupero, locomotive trasformate in opere d’arte, giochi di luce, installazioni interattive e ambienti futuristici si susseguono uno dopo l’altro.
Uno degli spazi più spettacolari è la celebre Infinity Portal, una stanza ricoperta di specchi e luci che crea un effetto visivo davvero sorprendente.
Non serve essere appassionati di fantascienza per divertirsi. È uno di quei musei che riesce a stupire chiunque, grandi e bambini, e che rende Oamaru ancora più diversa da qualsiasi altra città della Nuova Zelanda.
Fuori dal museo continuano le sorprese: vecchie locomotive decorate, biciclette impossibili, strane installazioni e opere d’arte disseminate lungo le vie del quartiere rendono ogni passeggiata una continua scoperta.
Moeraki Boulders Beach e il mistero dei giganteschi massi sferici

Lasciamo Oamaru e proseguiamo verso nord, ma dopo circa quaranta chilometri facciamo una sosta che aspettavamo con grande curiosità.
La spiaggia di Moeraki è famosa in tutto il mondo per le sue enormi sfere di pietra perfettamente levigate che emergono dalla sabbia come se qualcuno le avesse posizionate lì una dopo l’altra.
Alcuni di questi giganteschi massi superano i due metri di diametro e pesano diverse tonnellate. La prima domanda che viene spontanea è sempre la stessa: chi li ha messi qui? La risposta, naturalmente, è la natura.
Queste incredibili formazioni si sono create circa sessanta milioni di anni fa sul fondale marino, quando sedimenti ricchi di minerali hanno iniziato lentamente a concentrarsi attorno a un nucleo centrale. Nel corso di milioni di anni sono cresciute fino a diventare enormi concrezioni quasi perfettamente sferiche.
L’erosione delle falesie continua ancora oggi a liberarne di nuove, motivo per cui il paesaggio cambia lentamente nel tempo.
Accanto alla spiegazione scientifica esiste però anche una splendida leggenda Maori.
Secondo la tradizione, questi enormi massi sarebbero le zucche, le ceste e i contenitori appartenuti alla gigantesca canoa Araiteuru, naufragata lungo questa costa durante un’antica traversata. Il mare avrebbe trasformato il suo carico nelle grandi sfere che oggi possiamo osservare sulla spiaggia.

Che si scelga di credere alla geologia o alla leggenda, passeggiare tra questi enormi massi con il rumore delle onde in sottofondo è un’esperienza davvero suggestiva.
Moeraki beach informazioni di viaggio
Dove si trova: Lungo la spiaggia di Koekohe, a soli 30 chilometri a sud di Oamaru (circa 25 minuti di auto).
Come arrivare: Sempre guidando sulla SH1. C’è un parcheggio segnalato vicino al Moeraki Boulders Café, da cui un sentiero di 5 minuti a piedi porta direttamente sulla spiaggia.
Il mio consiglio : meglio arrivare con la bassa marea, controlla gli orari delle maree su meta service , ottimo sito di meteorologia che ho usato spesso durante il mio viaggio insieme a quello della viabilità NZTA Jouneys
Timaru, l’ultima tappa lungo la costa di Otago
Riprendiamo il viaggio verso nord e raggiungiamo Timaru, una tranquilla cittadina affacciata sull’Oceano Pacifico che rappresenta una piacevole sosta prima di proseguire verso Christchurch.
Il suo centro è ordinato, rilassato e vivace quanto basta per concedersi una passeggiata tra negozi, caffetterie e ristoranti, noi però arriviamo di domenica sera ed è tutto chiuso.
Timaru non ha l’impatto scenografico di altre località della Nuova Zelanda, ma proprio per questo riesce a trasmettere l’autenticità della vita quotidiana neozelandese.
Timaru informazioni di viaggio
- Dove si trova: Nella regione di Canterbury, a metà strada tra Christchurch e Oamaru.
- Come arrivare: Situata lungo la SH1, a circa 2 ore a sud di Christchurch e meno di 1 ora a nord di Oamaru.
- Cosa fare : Rilassarsi a Caroline Bay, una grande spiaggia sabbiosa riparata dove in estate si può fare il bagno (e dove la sera nidifica una colonia di piccoli pinguini blu). Visita il Te Ana Maori Rock Art Centre per scoprire i segreti dell’antica arte rupestre
- Dove dormire : The Grosvenor Hotel, in pieno centro della città, un edificio storico dallo stile elegante ma moderno.
I pinguini dagli occhi gialli, tra gli animali più rari del pianeta
Ma Oamaru e Timaru sono famose anche per l’avvistamento dei famosi pinguini dagli occhi gialli. Questa costa è uno dei luoghi migliori della Nuova Zelanda per osservare una delle specie di pinguino più rare al mondo: il pinguino dagli occhi gialli, conosciuto dai Maori con il nome di Hoiho.

È un animale davvero particolare. Ha una sottile fascia di piume giallo oro che parte dagli occhi e attraversa la testa, occhi chiarissimi che gli danno un’espressione quasi curiosa e un portamento elegante che lo distingue immediatamente dagli altri pinguini.
A differenza di molte altre specie, il pinguino dagli occhi gialli è estremamente timido. Vive in coppie piuttosto isolate e trascorre gran parte della giornata in mare aperto alla ricerca di pesci e piccoli cefalopodi.
Solo al tramonto rientra lentamente verso la costa, raggiungendo il proprio nido nascosto tra la vegetazione.
Osservarlo nel suo ambiente naturale è un privilegio e proprio per questo è fondamentale mantenere sempre le distanze e non disturbare il suo comportamento.
Nei dintorni di Oamaru vive anche un’altra specie molto amata: il Little Blue Penguin, il pinguino blu minore, il più piccolo del mondo, che ogni sera rientra dal mare regalando uno spettacolo davvero emozionante. Ho avuto la fortuna di potere osservare il rientro alle tane dei pinguini blu in Tasmania e ho un ricordo bellissimo di quella serata.
Una giornata piena di sorprese
Pensavamo che Oamaru sarebbe stata soltanto una breve sosta lungo il viaggio. Invece si è rivelata sorprendente. Una città vittoriana che convive con il mondo dello Steampunk, pinguini tra i più rari del pianeta, misteriose sfere di pietra che emergono dall’oceano e piccole cittadine dove il tempo sembra scorrere più lentamente.
È proprio questo il bello di viaggiare nella regione di Otago: ogni tappa riesce a sorprendere in modo completamente diverso dalla precedente, ricordandoci che le meraviglie più grandi spesso si trovano proprio nei luoghi che, sulla carta, sembrano i più semplici.




