Turchia Anatolia occidentale

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Turchia Anatolia occidentale - mongolfiere in Cappadocia

Turchia Anatolia occidentale: da Smirne alla Cappadocia 1 – 6 giugno 2023

Pochi giorni prima della partenza di questo breve viaggio proposto da Bhs Travel, un giovane T.O. italiano ricco di spunti e di viaggi avventura, decido che sì, è arrivato il momento di vedere, o meglio, di cominciare a vedere, la “vicina” Anatolia occidentale in Turchia. Ho pochi giorni a disposizione e questa proposta di 6 giorni totali è allettante. Per contro, il meteo, in base alle previsioni, a questo punto veritiere, non sarà un granchè, ma pazienza, sono pronta a partire!

Giorno 1 – Avvicinamento alla Turchia: da Bologna a Selcuk (Izmir)

Parto sola da Bologna (taxi da casa all’aeroporto € 25,00) con volo Turkish, per raggiungere in giornata l’aeroporto di Izmir, che dista circa un’ora di volo da Istanbul. Ormai sono di casa in aeroporto a Istanbul e so che ci sono i chioschi per l’attivazione del wifi, ma questa volta, fermandomi in Turchia, ho preferito attivare un’offerta con il mio gestore di telefonia, Windtre e per circa 15 euro avrò 2 giga e 30 minuti di  telefonate per una settimana. Peccato che appena mi allontanerò dalla costa non funzionerà più fino al rientro ad Istanbul, sappiatelo.

Da sottolineare che l’area dei voli nazionali, dove si prende il volo Istanbul-Izmir (che parte quasi ogni ora), è molto distante dal gate di arrivo internazionale, quindi occorre avere un buon margine di tempo a disposizione per raggiungerla.

Il volo dura circa 1 ora per Izmir, dotata di un enorme ed articolato aeroporto diviso in zona nazionale ed internazionale, per cui, se i compagni di viaggio vi dicono che vi troverete all’uscita, dovete vedere se tutti vengono dall’area nazionale (Istanbul) oppure internazionale (esiste un volo Milano Izmir diretto).

Dopo un po’ di ansia perché non riuscivamo a trovarci, ecco il gruppo formato. Con Luca, il coordinatore, andiamo al banco della nostra compagnia di noleggio e noleggiamo un buffo pick-up nuovo di zecca, non tanto spazioso ma divertente. Siamo in 5 ed è perfetto.

Una trentina di chilometri di strada veloce e siamo a fare il check in nel nostro primo alloggio, la Anz Guesthouse, molto ben recensita e colorata ma decisamente dimessa, camere piccole e basiche, bagno in camera molto selvaggio e minuscolo, ma io ho un passato da viaggiatrice backpacker, e quindi mi arrangio. Dormo sola, perché la tripla che ci avevano dato era improponibile e il coordinatore ha ottenuto una doppia e una singola.

A piedi raggiungiamo il ristorante Agorà Restaurant, che avevano segnalato a Luca, molto pulito ed elegante, mangiamo all’aperto ma col piumino (a giugno!), cibo di carni varie tipo kebab discreto, niente di che.

Vediamo un chiosco con vendita bibite e bancomat e ne approfittiamo per compare una bottiglia di acqua (ma ci vuole valuta locale!) e quindi prelevo l’equivalente di circa 23 euro, che mi basteranno per queste piccole spese fino a fine viaggio, perché pagherò pranzi e cene quasi sempre con carta di credito.

Turchia Anatolia occidentaleGiorno 2 : Visita di Efeso ed Afrodisias (patrimoni UNESCO), trasferimento a Pamukkale

Questa mattina ci svegliamo molto presto e facciamo una lauta colazione in terrazzo con cibi locali, riso con verdure, uova e toast. Alle 8 siamo davanti al cancello del sito di Efeso e qui ci aspetta la guida locale che, in inglese, ci accompagnerà per circa 3 ore di visita di questo enorme e meraviglioso sito archeologico.

Il cielo è coperto e si sta davvero bene in t-shirt, ma se ci fosse il sole ci vorrebbe un bel cappello! Le rovine greche e romane di questa città portuale (perché il mare arrivava fin qui, ora è distante) sono superbe e ci perdiamo in 1.000 scatti magnifici.

Tra le rovine, che ne fanno uno dei più scenografici siti archeologici del Mar Mediterraneo, sono degne di nota quelle del Teatro, del piccolo tempio di Adriano, della Biblioteca di Celso e dei numerosi stabilimenti di bagni pubblici. Lungo una strada lastricata originale raggiungiamo con emozione la bellissima Biblioteca di Celso, maestosa ed imponente.

Biblioteca di Celso, Efeso
Biblioteca di Celso, Efeso

Questa città ha visto il suo splendore attraversare secoli di storia ed è stata per secoli il principale snodo commerciale del Mediterraneo. Gironzolando, assaggiamo dagli alberi anche le more bianche, squisite e dolci e decisamente bio. L’entrata al sito, per noi compresa, è di 400 LT).

Finita la visita prendiamo la strada per Aphrodisias che dista circa 2 ore e ci fermiamo a pranzo nel vicino Anatolia Hotel & Restaurant in Karacasu-Geyre/Aphrodisias, un bellissimo locale con tavoli all’aperto sotto una veranda, che sembra una baita di montagna, con pellicce e legno e dondoli con corde e pelle di mucca, dove assaggiamo crema di melanzane, spiedini di carne tortini di verdure, tutto buonissimo. La specialità di questa zona è l’ottimo olio di oliva (337 LT, circa 15 euro).

Comincia a piovere e sotto la pioggia visiteremo l’accattivante sito di Aphrodisias (entrata 150 LT, per noi incluso), città dedicata ad Afrodite, la dea greca della bellezza e dell’amore. È stata scoperta per la prima volta nel 1958 da Ara Guler, un noto fotografo e giornalista turco, che ha scattato fotografie di una diga di recente costruzione nella zona.

Turchia Cappadocia Aphrodisias
Turchia Cappadocia Aphrodisias

Durante i periodi ellenistico e romano, Aphrodisias era rinomata per le sue cave di marmo, che si trovavano nelle colline vicine. Il marmo veniva esportato per l’utilizzo nella costruzione di templi, statue e altre strutture in tutto il mondo antico. Aphrodisias ospitava anche una famosa scuola di scultura e molte delle statue di marmo prodotte lì possono ancora essere ammirate oggi nel museo della città.

Gli scavi nella collina del teatro della città, alta 78 piedi, hanno rivelato strati di insediamenti risalenti all’Età del Bronzo, intorno al 2.800 – 2.200 a.C. La città fu fondata nel 5 a.C. e prosperò durante il periodo romano, dal 100 a.C. al 400 d.C..

Con l’avvento del cristianesimo come religione dominante nella zona, il nome della città fu cambiato in Stavropolis, che significa “città della Croce”. Oggi è conosciuta come Geyre in turco.

Tuttavia, nel XIII secolo, una serie di terremoti portò all’abbandono e all’inerpimento della città ed in seguito rischiò di andare perduta fino ai lavori di scavo del professor turco Kenan Erim della New York University. Grazie a una sovvenzione della National Geographic negli anni ’60, il dottor Erim scoprì una vasta gamma di rovine che rivelarono Aphrodisias come una delle città più importanti in Turchia.

Oggi, i visitatori di Aphrodisias possono camminare per strade che le persone percorrevano più di duemila anni fa, ammirare il Tempio di Afrodite conservato, che è stato convertito in una basilica cristiana, ed esplorare il Tetrapylon, un monumentale cancello d’ingresso al tempio principale della città antica che è stato ricostruito dal dottor Erim. Le Terme di Adriano si ergono ancora parzialmente e la città vanta uno dei teatri e stadi meglio conservati del Mediterraneo orientale.

Vi segnalo lo splendido museo che trovate a destra subito dopo l’entrata, che offre anche splendide statue, sculture e ritratti. Sono tantissime e ottimamente conservate. Spesso riportano sfregi del volto, frutto degli scempi della dominazione ottomana.

In riconoscimento della sua importanza culturale, il sito archeologico di Aphrodisias è stato inserito nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 2017.

Riprendiamo la strada D585 che in circa 100 km e 1 ora e mezza ci porterà a Pamukkale, dove facciamo il check in nel bell’ Hotel Venus, con piscina. Forse l’hotel più grazioso del viaggio, con una bella sala colazione con vetrata e molto moderna.

Andiamo subito a fare un giro per la città molto turistica ma gradevole, da cui si vedono le vasche calcaree ormai quasi vuote di acqua, utilizzata quasi interamente per rifornire le Spa degli hotel della zona. A volte l’industria del turismo rovina le bellezze naturali e questo è sempre da condannare.

Pamukkale
Pamukkale

Per cena ci fermiamo in un posticino delizioso, lo Hiera Coffee Tea House, molto bello e di atmosfera ma con orari un po’ rigidi (a pranzo apre alle 13!) e assaggiamo enormi porzioni di verdura e carne con ottimi tè freddi locali (240 LT, cioè 11 euro).

 Turchia Anatolia occidentaleGiorno 3: visita di Pamukkale, Hierapolis e terme e trasferimento a Konya (circa 5 ore)

La mattina visitiamo la città di Hierapolis (il costo, per noi incluso, è di 400 LT), che ha l’ingresso in comune con Pamukkale. Anche questa antica città è molto interessante, in particolare il magnifico teatro. E’ molto estesa, pertanto mettete scarpe comode.

La posizione di Hierapolis in cima a quella calamita per turisti che è il “Castello di Cotone”, Pamukkale appunto, sembra averle fatto beneficiare di stanziamenti molto più generosi rispetto alla maggior parte degli altri siti archeologici turchi.

Hierapolis, teatro
Hierapolis, teatro

I sentieri perfettamente lastricati, gli spigoli levigati, le distese di fiori, le passerelle in legno e le piacevoli panchine all’ombra fanno di Hierapolis un luogo molto più raffinato di Efeso.

Non sarà un posto selvaggio e incontaminato, ma per coloro che sentono il bisogno di ammirare un sito antico su un terreno piano e ben curato è l’ideale. La cima tondeggiante della montagna indica che le rovine sono piuttosto raccolte e i siti principali facilmente accessibili. Le rovine evocano un’epoca in cui greci, romani, ebrei, pagani, cristiani e frequentatori delle terme convivevano pacificamente.

La città di Hierapolis in realtà divenne un centro terapeutico all’epoca della sua fondazione, intorno al 190 a.C. a opera di Eumene II di Pergamo. Essa prosperò sotto i romani e ancora di più sotto i bizantini, quando una vasta parte della popolazione era costituita da comunità ebree e ortodosse. Tuttavia, frequenti terremoti portarono alla distruzione della città che fu definitivamente abbandonata dopo l’ennesima scossa del 1334. e del complesso termale di Pamukkale (patrimonio UNESCO), con un tuffo nelle spettacolari piscine naturali di travertino bianco, che ora sono quasi vuote.

Un tuffo nel complesso delle Terme di Cleopatra, con colonne romane adagiate in acqua, da pagare a parte, circa 7 euro, e poi visitiamo le piscine calcaree: quelle a monte hanno ancora un poco di acqua ed è possibile bagnarsi i piedi fino a metà polpaccio, poi quelle più piccole diventano asciutte. Si entra a piedi nudi e il terreno è scivoloso e io decido di fare un giro sulle passerelle in legno in modo da catturare qualche bello scatto.

Prendiamo la strada di Konya ed imbocchiamo la strada, molto panoramica “Denizli Konya Yolu”, dove facciamo un piccolo OTR, tra campi di papaveri e prati verdi su cui si staglia un cielo minaccioso.

Dervisci a Konya
Dervisci a Konya

Facciamo fatica a trovare un posto per pranzo, poi finalmente incontriamo sulla strada il Dost Sofrasi, all’altezza di Denizli, che sembra una grande pizzeria dove fanno pite al forno (io prendo quella con carne, cipolla e pomodoro fresco). Tanto tempo di attesa e pita non fantastica, ma con 100 lire turche ci sfamiamo e riprendiamo la bella strada, che percorreremo per un totale di quasi 5 ore.

Arriviamo a Konya nel tardo pomeriggio, in tempo per sistemarci al Rumi Hotel (il peggiore del viaggio, anche se molto centrale, ed andare subito al teatro per vedere la danza spirituale dei dervisci rotanti alle 19 presso il moderno centro di cultura Mevlana, un moderno edificio bianco con sala per concerti (costo 50 LT).

Turchia Cappadocia Konya
Konya

Interessante ma un po’ noioso e lungo lo spettacolo, ne basterebbe mezz’ora e invece dura molto di più…del resto non è una danza ma il rituale spirituale della corrente del sufismo, di cui Mevlana è il capo spirituale. Konya è la città più spirituale della Turchia ed anche più conservatrice, pertanto qui occorre vestirsi con decenza (tanto faceva freddissimo!).

Per cena andiamo in un locale di fronte al nostro hotel, il gradevole Maruf Turbeonu Lokantasi, moderno e raffinato, dove assaggio una ottima zuppa di lenticchie con yogurt acido con sesamo ed un ottimo agnello con cipolle (250 LT).

 Turchia Anatolia occidentaleGiorno 4: da Konya alla Cappadocia (circa 2h30)

Dopo una ottima colazione a buffet con vista sul Mausoleo di Mevlana (unico bonus del nostro hotel) e dopo aver fatto un giro per la graziosa città con tante panetterie ed edifici in legno che ricordano le case a graticcio tedesche, visitiamo il bel Mausoleo di Mevlana, morto nel 1273, il capo della corrente islamica sufismo, di cui fanno parte i dervisci. Questo edificio è uno dei più suggestivi esempi di architettura religiosa dell’Anatolia.

Dopo aver fatto un po’ di shopping nelle adiacenze della piazza principale, in cui si può fare la Istagram foto con la scritta Konya, partiamo verso Göreme attraversando gli aspri paesaggi della Turchia centrale lungo strada D300.

La prima tappa in Cappadocia, complice il sole che finalmente è uscito dalle nuvole, è il complesso del monastero di Selime Katedrali, invero un po’ affollato, ma ci divertiamo ad entrare nelle rocce scavate dei famosi “funghi giganti” che sono tipici di questa regione. E così, tra cunicoli e chiede con colonne di roccia, passerelle e viste magnifiche, assaggiamo la peculiarità di questi luoghi, dove la particolare conformazione geologica incontra affascinanti opere dell’uomo.

Valle di Ihlara (canyon)
Valle di Ihlara (canyon)

Proseguiamo quindi verso il vicino parcheggio da cui si ha accesso alla Valle di Ilhara, dove scenderemo in un canyon lussureggiante e disseminato di chiese antichissime e colorate, e dove faremo un trekking ben segnalato di circa 5 Km, alla fine del quale troviamo un bel caffè sul fiume, dove ci prendiamo una bella spremuta d’arancio (circa 50 LT). Per tornare al parcheggio prendiamo un taxi (in sei su un taxi!).

Prima di entrare al percorso del trekking (costo 200 lire turche) ci fermiamo in uno dei vicini ristorantini, anche perché improvvisamente viene giù un serio acquazzone. Si tratta di un posto delizioso pieno di tessuti scintillanti, dove si paga solo cash, ma assaggiamo un ottimo sandwich con pollo al pomodoro e la solita spremuta di arancia, per circa 100 lire turche.

Proseguimento quindi per circa 1 ora verso Göreme, incantevole cittadina scavata nella pietra immersa nello splendido scenario dei “Camini delle Fate”, di cui facciamo qualche scatto e subito visitiamo il castello di Uchisar (120 LT) dalla cui sommità si vede il tramonto sui camini delle fate. Arriviamo quindi a Göreme e ci sistemiamo al Kayatas Cave Suites Hotel, dalla cui terrazza si gode un bel panorama. Le stanze, scavate nella roccia, sono ovviamente umide e tutto è fatto di pietra, anche i comodini! Una doccia e a piedi raggiungiamo un posto panoramico da cui facciamo bellissimi scatti della città antica di sera, con le luci delle case scavate nella roccia è tutto molto suggestivo.

Castello di Uchisar
Castello di Uchisar

Per cena andiamo a piedi in un ristorante delizioso dove bisogna prenotare, il Topdeck Restaurant, cibo delizioso e uno stufato di agnello magistrale (circa 400 LT). Ci concediamo anche una bottiglia di vino rosso, non memorabile.

Dopo cena passeggiata serale nel centro di Göreme, molto turistico ma allegro. Andiamo a letto presto perché domattina la sveglia è alle 3 perché la compagnia di voli in mongolfiera ci passa a prendere alle 4! La nostra compagnia è la Kapadokyan Ballons. Bravi nel volo, un po’ cari, ma consiglio (e consiglio di contrattare, noi abbiamo pagato 280 euro, ma si può scendere se si prenota sul posto).

Göreme di sera
Göreme di sera

 Turchia Anatolia occidentaleGiorno 5: Cappadocia

L’indimenticabile tour in mongolfiera che ci porterà a sorvolare l’intera vallata di Göreme illuminata dalle prime luci dell’alba, non ci consente di fare la colazione in hotel, ma l’agenzia ci fornisce una terribile colazione da consumare in pulmino. Dopo tanta attesa al freddo, saliamo con la mongolfiera verso le 6.30.

Indubbiamente suggestivo anche se il cielo è coperto e quindi non vediamo l’alba Rientro a Göreme verso le 8 e in realtà facciamo ora una ottima colazione in hotel, una delle migliori del tour.

Quindi inizio del cosiddetto “red tour” in self drive, itinerario che ci porterà alla scoperta delle maggiori bellezze della Cappadocia, quali la città sotterranea di Kaymaklı, interessantissima città sotterranea di ben cinque piani, con guida in inglese – chiedete di Levent, bravissimo -, dove nonostante gli spazi angusti esiste un incredibile sistema di aerazione meccanico che ti fa respirare normalmente (300 LT), poi la Zelve Valley, tutta aperta e con miriadi di bancarelle di souvenir con passeggiata tra altissimi camini grigi e bianchi, un po’ su e giù (scarpe comode e con suola aggrappante.

Ecco che esce il sole ed andiamo in un altro posto da favolo, l’Imagination Point, con piccoli “funghi” stavolta color zafferano e ci divertiamo anche qui ad inerpicarci su e giù per le formazioni rocciose. Stop per pranzo nella zona della White Valley, ma piove a dirotto e ci fermiamo a pranzare con calma in un posticino delizioso, il Cappadocian Cuisine (Uzundere Cd. Orta Mah. No: 17/2 Goreme tel. +90 384 271 27 01) dove io prendo ottimi gnocchetti in salsa di yogurt e pomodoro e un budino di riso e cannella molto tipico (290 LT).

Imagination Point, Cappadocia
Imagination Point, Cappadocia

Dopo pranzo, e appena spiove, andiamo a vedere l’Open Air Museum di Göreme (ingresso 300 LT), dove si trovano esempi di chiese scavate nella roccia incredibili, con colonne che sono una scultura, un esempio di costruzioni unico! Ci sono chiese cristiane, tra cui sant’Onofrio, con disegni rossi.

Poi, appena usciti dal complesso, sulla via pubblica si trova la splendida chiesa di Tokali, tutta dipinta di blu con polvere di lapislazzuli mescolata con albumi (portata dall’Afghanistan lungo la via della seta, in quanto non sono presenti lapislazzuli in Turchia). La chiesa è in restauro ad opera dell’Università italiana della Tuscia e non è permesso fare foto. Una chicca.

Dopo un’altra ondata di pioggia esce il sole ed andiamo a vedere un altro luogo incantevole, la Red Valley, che tanto sa di USA in miniatura. Qui ci sono bar, bancarelle, percorsi da fare a piedi e si gode di un rilassante tramonto. Il parcheggio costa 30 lire turche.

Red Valley, Cappadocia
Red Valley, Cappadocia

La sera andiamo a cena a Göreme da Pumpkin Restaurant & Art Gallery, un locale molto chic, dove assaggiamo un piatto tipico di questo locale, il Testi Kebab, praticamente uno spezzatino di agnello cotto in un piccolo otre fiammante che viene aperto con una sciabolata, ed è accompagnato da ottime verdure brasate. Spediamo 480 LT. Posto molto elegante.

Giorno 6 aeroporto di Nevsehir – aeroporto di Istanbul – rientro

Purtroppo stamattina non possiamo fare la buona colazione in hotel, ma partiamo presto alla volta dell’aeroporto di Nevsehir, riconsegna dell’auto a noleggio, volo di rientro in Italia… e alla prossima avventura!

Viaggia con Bru

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Commenti

7 risposte a “Turchia Anatolia occidentale”

  1. Avatar Bru


    Grazie Cristina per averci regalato anche questo splendido viaggio, un luogo che spero di poter vedere presto anch’io

  2. Avatar laura

    il viaggio in Cappadocia è uno dei più belli che abbia mai fatto…e poi il volo in Mongolfiera sui camini delle fate è stato un sogno che si è avverato…da fare almeno una volta nella vita.

  3. Avatar Veronica

    La Cappadocia è uno dei miei sogni del cassetto, così come salire sulle mongolfiere e vedere tutti i meravigliosi “camini delle Fate” dall’alto. Mi sono però meravigliate dei osti precedenti tra Izmir, Konya e soprattutto i templi di Efeso!!

  4. Avatar Claudia

    Prima o poi visiterò la Cappadocia, sembra davvero meravigliosa. Panorami e natura spettacolari accompagnati da una storia incredibile!

  5. Avatar Silvia The Food Traveler

    Che paesaggi magnifici! Mi sto innamorando sempre di più della Turchia, anche perché ultimamente mi è capitato di leggere parecchi articoli – come se questo paese mi stesse chiamando!

    Sono sempre curiosa di leggere a proposito di esperienze di viaggi di gruppo perché è una modalità di viaggio che mi spaventa non poco, ma vedo che se si tratta di gruppi piccoli poi l’affiatamento viene da solo.

  6. Avatar Paola

    Racconto ricco di dettagli affascinanti e descrizioni vive che fanno immergere il lettore nei paesaggi e nelle esperienze di un viaggio in Turchia davvero unico. Belle tutte le tappe: dalle rovine storiche di Efeso e Afrodisias alla spettacolare Pamukkale, passando per la spiritualità di Konya e la magia della Cappadocia

  7. Avatar Donna Vagabonda - Travel Blogger e fotografa naturalistica

    Hai fatto un viaggio a dir poco eccezionale! In sei giorni sei riuscita ad ammirare la meravigliosa Cappadocia e ad assaporarne totalmente le sue atmosfere antiche e misteriose. Mi piacerebbe aggiungerci anche Istanbul ma devo trovare il periodo giusto per questo viaggio!

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