Bantayan Filippine, l’Asia del sorriso.
Che cosa ci si aspetta da un viaggio in una terra così lontana? Il mare più bello, le spiagge idilliache, forse la ricerca dell’isola perfetta, o solo il gusto dell’avventura. Noi, ancora una volta, non cerchiamo nulla, ma siamo pronti a ricevere tutto quello che c’è.
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Filippine nuove isole da vedere
Isole che passione, la nostra ricerca di isole negli arcipelaghi più belli del mondo continua; questa volta la nostra scelta è caduta sulle Filippine, precisamente nell’arcipelago delle Visayas.
Filippine: periodo migliore
Il clima delle Filippine è di tipo tropicale, con temperature elevate e un’umidità costante. Il periodo migliore è quello da dicembre ad aprile; i mesi di febbraio e marzo sono i migliori in assoluto. La stagione è secca e ci sono meno possibilità di uragani.
In queste isole, sono frequenti tempeste tropicali e tifoni, soprattutto da giugno a novembre. Prima di un viaggio in questo paese, è consigliato informarsi bene sulla situazione climatica.
Filippine quali sono i documenti necessari
Per i cittadini italiani che viaggiano nel paese fino a 30 giorni non è necessario richiedere nessun visto.
Come arrivare nelle Filippine
L’unico modo per raggiungere le Filippine dall’Italia è in aereo, non esistono voli diretti, e gli aeroporti internazionali di accesso al paese sono Manila e Cebu.
Sicurezza e salute
Viaggiare nelle Filippine non è pericoloso, ma occorre prestare attenzione nella regione del Mindanao, dove saltuariamente si registrano scontri tra l’esercito e le forze ribelli.
La microcriminalità è presente in tutto il Paese, in particolare in alcuni quartieri di Manila, è sconsigliato andare in giro in aree isolate e nelle ore notturne.
Filippine : viaggio a Bantayan
Per il nostro viaggio nelle Filippine abbiamo optato per un volo con la Cathay Pacific, ottima compagnia che vola dall’Europa e da tutta l’Asia con comodo scalo a Hong Kong.
Atterriamo nel bellissimo aeroporto di Hong Kong, sta albeggiando e la città è avvolta in una fitta foschia. Aspettiamo il nostro secondo volo che ci porterà nell’isola di Cebu.
Siamo in volo per le Filippine e sotto di noi splende un mare scintillante illuminato da un caldo sole. Ma all’improvviso piombiamo in una densa coltre di nuvole nere e minacciose; atterriamo sotto un diluvio, non è questo il benvenuto a Cebu che ci saremmo aspettati.
Fuori dall’aeroporto ci aspetta il nostro autista; avremmo potuto prendere il bus pubblico spendendo molto meno, ma per percorrere questa tratta dall’aeroporto al porto di Hagnaya ci avremmo impiegato oltre il doppio del tempo.

Le tre ore di auto sotto una pioggia incessante sono un vero riposo per gli occhi: un manto di verde infinito, ampie vallate con piani di canna da zucchero, risaie contornate da palme da cocco, alberi di banani e manghi.
Cebu
Cebu, è la porta d’accesso internazionale delle isole Visayas; questo arcipelago comprende l’isola principale Cebu e altre circa 150 isole e isolotti minori. La capitale dell’isola è Cebu City, fondata nel XVIII secolo, è la città più antica del paese, conosciuta anche come la regina del sud.
Il 14 aprile 1521, l’esploratore Ferdinando Magellano piantò una croce che segnò l’inizio del cristianesimo nell’arcipelago. A Cebu, le tracce del passato coloniale sono ancora molto evidenti e si possono vedere con un tour della città.

Bantayan Filippine viaggiando con il tifone
Arriviamo al porto di Hagnaya, e sempre sotto il diluvio prendiamo un vecchio e rugginoso traghetto. Il mare è molto mosso, ed enormi onde ci sballotteranno e solleveranno per tutta la durata della traversata.
Sul ferry insieme a noi, c’è solo gente del luogo che sta male e si lamenta, mentre un equipaggio formato da tre ragazzini distribuisce bustine di plastica a chi ne ha bisogno. Noi non stiamo male, ma il pensiero va alle tante tragedie di mare che sono riportate su questo paese e l’adrenalina scorre veloce.
La mia testa sta facendo piani di salvataggio, mentre con gli occhi cerco nel ferrovecchio i giubbotti di salvataggio. Fortunatamente, malgrado le condizioni malandate, il traghetto è munito di giubbotti salvagente sopra a ogni seduta. Mi faccio bastare questo particolare per sollevarmi il morale e prendere la decisione di non avere paura.

L’orizzonte appare e scompare, la barca va su e giù, tengo stretto lo zaino per non farlo cadere e sbattere ovunque. Il tempo sembra non passare più, infine, eccola la costa, il piccolo porto sempre più vicino.
L’attracco del ferrovecchio è lungo e difficile, il mare ci respinge e sballotta ai lati del piccolo molo. Finalmente, dopo vari tentativi, l’attracco riesce. Dopo un viaggio odissea siamo arrivati a Bantayan.
Ci dicono che questa perturbazione è dovuta a un tifone che si sta abbattendo sul Mindanao. Siamo a metà febbraio e questo è il periodo dell’anno più secco, i tifoni sono più rari ma non impossibili; infatti, le Filippine possono sempre essere soggette a tifoni tropicali.
Bantayan
Sconosciuta al turismo, selvaggia, verde, spartana, semplice e con un bellissimo mare, si avvicina molto alla nostra isola ideale.

Soggiorniamo in una piccola struttura, sono solo cinque bungalow davanti alla lunga spiaggia orlata di palme di Marikaban.
I bungalow sono spartani e trasandati, anche se l’idea strutturale è buona, un soggiorno con divano, una camera e due piccoli bagni, e una grande veranda vista mare. La gestione è pessima e scopriremo subito che le pulizie e il letto ce li dobbiamo fare da soli, che i due miseri e sdruciti teli da bagno devono bastarci per tutto il soggiorno e che la bellissima spiaggia da cartolina, con la bassa marea diventa fangosa e inaccessibile.
Malgrado questo, l’atmosfera che vi si respira è di pura magia.
Bantayan tra pioggia e sole

Bantayan ci rapisce anche sotto la pioggia, con toni argentei e scintillanti. I suoi tramonti ci regalo emozioni forti, restiamo ad ammirarli fino a che il buio non avvolge tutto.
Vaghiamo in motorino per le belle stradine delineate da noci di cocco. Visitiamo i suoi distretti, dove un cartello indica il numero degli abitanti e i loro ruoli. La gente è genuina e vera, non ci tratta da turisti ma come amici, offrendoci da bere e facendoci entrare nelle loro semplici case.
I filippini sono cordiali e gentilissimi, amano mettersi in posa, e dopo una foto non ti chiedono soldi, ma ti ringraziano per poi scoppiare in fragorose risate.
Bantayan Filippine chiese spiagge e mare.
Al mercato della sua piccola capitale, conosciamo delle studentesse che stanno tanto tempo a parlare con noi. Mi chiedono il permesso di diventare amiche su fb, in realtà una sola ha il PC che però usano tutte!
Visitiamo l’antica chiesa, molto affascinante se si pensa che siamo in estremo oriente, infatti, le Filippine solo l’unico paese completamente cattolico di tutta l’Asia. Ci sono piccole chiesette dai colori sgargianti in tutti i villaggi.
Bantayan vanta spiagge e mare stupendi, come sugar beach, Alice beach, Paradisee beach.
A Santa Fé, l’unico posto turistico dell’isola, ci sono varie sistemazioni abbastanza spartane e qualche ristorantino, che accolgono i pochi viaggiatori che arrivano fin qua. Ci piace cosi tanto stare qua che non ci importa degli improvvisi temporali, dell’umidiccio che ci portiamo sempre addosso, dell’assurdo caldo notturno.
Bantayan Filippine e il Valentine day.
Adoriamo andare al mercato al mattino, scegliamo i manghi maturi e acquistiamo piccoli panini dolci, qualche bustina di Nescafé. Poi torniamo al nostro bungalow, chiediamo ai ragazzi della struttura due tazze di acqua calda e prepariamo la colazione.
La quiete dell’isola s’interrompe durante S. Valentino, due giorni di festeggiamenti continui con musica a tutto volume e un continuo Happy San Valentine.
Questo lontano paese asiatico, si trasforma come per incanto nel più allegro musicale e ciarliero angolo di Caribe, per poi tornare a festa finita alla solita tranquillità.

Bantayan, l’avevo scelta tra le tante, guidata dal mio istinto di viaggiatrice, ci siamo sentiti in pace e mai turisti. Ci ha colpito al cuore con la sua bellezza e il sorriso della sua gente.
Lasciamo Bantayan, non senza rimpianti e con la voglia di ritornarci.



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