Tasman Peninsula, la 1° tappa del nostro on the road in Tasmania inizia da questa frastagliata penisola, caratterizzata da meravigliosi intrecci di acqua e foresta.
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Tasman Peninsula 1° tappa del nostro on the road
Emozione, ogni volta che muovo i primi passi in una nuova terra il mio cuore batte in modo diverso e sento addosso quella stessa emozione che provai al mio primo volo, sono in Tasmania e mi sento viva, felice, appagata.
Mentalmente dico grazie al mondo e alla nuova vita che mi permette di realizzare questo grande sogno australiano senza troppo sforzo. Esco dall’aeroporto carica di energia, pronta a iniziare questa nuova avventura, respiro profondamente l’aria fresca, insomma fresca, è proprio fredda ! c’è vento forte e pioviggina. Tassie si presenta subito capricciosa ed estroversa.
Ritirata l’auto si parte subito per la prima tappa di questo on the road, solo un lembo di terra collega la Tasman Peninsula al resto dello stato.

La nostra casetta blu si trova a Taranna, poco più di un ora d’auto dall’ aeroporto, è al centro di un giardino fiorito e si affaccia sulla profonda insenatura che fa sembrare l’oceano un grande e placido lago. Il panorama e la pace che circondano la proprietà regalano subito la bella sensazione di sentirsi a casa.
Questa magnifica penisola è un vero paradiso terrestre. Offre ai viaggiatori panorami mozzafiato, scogliere imponenti, spiagge di sabbia finissima e baie solitarie. è possibile avvistare animali marini come megattere, balene franche australi, delfini e foche. Nelle sue foreste lussureggianti vivono wombat, wallaby e addirittura i diavoli della Tasmania. Chi ama il trekking e le passeggiate può scegliere tra tantissime escursioni per tutti i livelli, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Tasman Peninsula tra storia e siti UNESCO
Eaglehawk Neck è uno strettissimo istmo largo circa 100 metri, ai tempi delle prigioni questa zona era un punto strategico per la sicurezza del carcere. Infatti qua esisteva una dog line di cani feroci che impediva ai detenuti di scappare. Oggi una statua di un rottweiler ci ricorda quei terribili tempi.

Il sito storico di Port Arthur è patrimonio mondiale dell’UNESCO, un’attrazione imperdibile per chiunque visiti questa terra.
È possibile visitare il sito in maniera autonoma o partecipare a visite guidate. Se vi interessa, quando fate Il biglietto d’ingresso potete fare includere anche il tour in traghetto per vedere il cantiere navale, il carcere maschile di Point Puer e il cimitero dell’Isola dei Morti.

Noi abbiamo scelto di visitare il sito in maniera autonoma e con i nostri tempi, siamo rimasti impressionati da come si svolgeva la vita in questa brutale colonia penale.
La storia di questo carcere è intrisa di dolore, violenza e bassezza umana, i prigionieri nelle loro cellette avevano un materasso sottile e malconcio, un secchio per i bisogni e le razioni di cibo erano il minimo necessario per sopravvivere.
Al loro arrivo i detenuti dovevano trascorrere dai 4 ai 12 mesi nella prigione separata prima di essere assegnati altrove, ma anche dopo la vita non era facile.
Nelle orrende celle i detenuti dovevano osservare il silenzio totale, una delle cose che ci hanno colpito di più sono stati l’uso dei cappucci che venivano fatti mettere ai detenuti per impedire di riconoscersi e di parlare.


I poveri condannati venivano usati come manodopera a costo zero, li facevano lavorare duramente per la costruzione di infrastrutture nella zona carceraria, sono loro che hanno costruito l’ospedale, la chiesa, il manicomio, ma venivano usati anche per la costruzione di strade e ponti in tutta la Tasmania.

Il questo luogo così spettrale e disumano la cosa più stridente è l’ambiente esterno, una baia bellissima contornata da verdi montagne e piante fiorite.


La costa selvaggia
La costa della Tasman Peninsula è super scenografia e tante sono le attrazioni da visitare. Per vedere al meglio questa zona vi consiglio di soggiornare almeno due o tre notti, anche di più se volete fare i circuiti di trekking più impegnativi.
Noi per una questione di tempo, di preparazione fisica e di equipaggiamento, abbiamo lasciato perdere i percorsi di trekking impegnativi, scegliendo invece di visitare alcune delle sue formazioni naturali che si raggiungono con brevi e facili passeggiate : Devils Kitchen, Tasman Arch, Blow Hole, Remarkable cave.
Devil’s Kitchen: Una profonda grotta scavata nelle ripidissime scogliere marine, sembra che il nome cucina del diavolo sia stato scelto perché le acque agitate che si abbattono su queste scogliere contavano numerosi squali che si avvicinavano alla costa in cerca di prede come i leoni marini e le foche.


Vicino a Devils Kitchen è possibile vedere anche il Tasman Arch un ampio arco naturale scavato dal vento e oceano nel corso di migliaia di anni. È possibile attraversarlo a piedi con una breve passeggiata ma la vista migliore è proprio dal parcheggio.
Remarkable Cave : un ampio tunnel che attraversa le scogliere marine bello da vedere che l’alta o bassa marea. Ci si arriva percorrendo un breve sentiero e alcune rampe di scale che scendono fino al livello del mare.
Gli ingressi a Devils Kitchen, Tasman Arch e Remarkable Cave sono gratuiti e visitabili 365 giorni all’anno.
Tasman Peninsula e il pavimento naturale
Tessellated Pavement, uno dei pochi luoghi al mondo dove è possibile osservare questo fenomeno naturale di erosione della roccia sedimentaria piatta di queste rive oceaniche.


Queste piastrelle sono uno spettacolo molto curioso formato principalmente da siltite che si è formata circa 300 milioni di anni fa. Le rocce sono state fratturate dal movimento della terra, cristalli di sale e la costante erosione da parte delle onde e dei sedimenti del Mar di Tasmania. Il risultato è una pavimentazione a taglio rettangolare, in molti punti talmente perfetto che viene quasi il dubbio che sia stato fatto dalla mano dell’uomo.
L’ingresso a Tessellated Pavement è gratuito, visitabile 365 giorni all’anno, meglio farlo con la bassa marea per vedere bene le piastrelle .
Escursioni e sentieri

Cape Hauy : un percorso impegnativo di 9.4 chilometri che richiede circa quattro ore, regala viste mozzafiato sulla costa sud-orientale e le sue formazioni rocciose.
Cape Pillar : Per raggiungere Cape Pillar ci sono da fare ben 23 chilometri di trekking, richiede almeno due o tre giorni accampandosi nelle aree di campeggio designate a Wughalee Falls e Bare Knoll i servizi igienici sono disponibili ma occorre portare cibo e acqua.
Il punto di partenza è la strada di accesso alla baia di Fortescue, poco prima del campeggio. Metà del percorso si snoda lungo l’Old Cape Pillar Track, che si collega al Three Capes Track. Si attraversano zone incontaminate fino all’estremità sud-orientale della Tasmania. Per gli escursionisti più esperti e temerari c’è la possibilità di arrivare anche al Monte Fortescue, Capo Hauy e la costa, questo tratto può essere percorso solo da sud a nord. Si tratta di un percorso ad anello di 34 chilometri, che richiede non meno di 3 giorni.
Cape Raoul : 14 chilometri tra andata e ritorno che richiedono circa 5 ore e regalano splendide viste costiere, paesaggi marini e imponenti scogliere, Capo Raoul è uno dei più amati e facilmente accessibili dei Three Capes.
Quando si parla di stati australiani ricordiamoci sempre di rendere omaggio agli antichi abitanti di questa terra, gli aborigeni Palawa, ai loro anziani passati e presenti.
Il viaggio continua nella bellissima costa est della Tasmania


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