Nord Tasmania in 5 tappe

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Nord Tasmania 5 cose imperdibili

Nord Tasmania in 5 tappe, anche se le attrazioni di questa zona sono molte di più e, se fosse stato possibile, le avremmo visitate tutte.
Alcune le abbiamo tralasciate per scelta forzata dalla tempistica, altre le abbiamo perse a causa del meteo avverso e degli incendi.

Queste scelte non hanno interferito con il nostro viaggio e i giorni trascorsi nella parte nord della Tasmania ci hanno regalato momenti meravigliosi, pieni di emozioni e bellezza.

Nord Tasmania in 5 tappe : Launceston

Launceston
Launceston

Launceston, o Launnie come la chiamano affettuosamente i locali, è la seconda città della Tasmania e rappresenta un ottimo punto di partenza o di arrivo per un viaggio che può iniziare anche dalla parte nord della Tasmania, questo grazie al suo aeroporto che è ben collegato con le principali città australiane.

Città gradevole e vivace, a misura d’uomo, Launnie si adagia tra verdi colline e intrecci di corsi d’acqua. È un interessante centro culturale e gastronomico, animato da una comunità di viticoltori, distillatori e coltivatori, persone legate alla terra, amanti della natura e delle cose buone.

Cataract Gorge

Nord Tasmania in 5 tappe : Cataract Gorge
Nord Tasmania in 5 tappe : Cataract Gorge

Cataract Gorge è il cuore verde e selvaggio di Launnie, infatti in poco più di 15 minuti a piedi si passa dal centro della cittadina a questo spettacolare canyon naturale.

Le caratteristiche principali di Cataract gorge sono il Kings Bridge, la seggiovia e una piscina pubblica ( gratuita) circondata da un prato verdissimo.
Il parco ha diversi sentieri che attraversano praterie naturali, boschi, foreste secche e canaloni umidi dove è possibile incontrare wallaby, canguri e altra fauna selvatica.

Le passeggiate più popolari sono la Cataract Walk due chilometri andata e ritorno, abbastanza facile che collega Kings Bridge a Cliff Grounds e offre splendide viste.

Il Duck Reach Trail quattro chilometri andata e ritorno che conduce fino alla storica centrale elettrica di Duck Reach, ora trasformata in un museo e al ponte sospeso.

I ripidi sentieri Reed Gully e Snake Gully sono impegnativi; Gli escursionisti esperti li usano per tornare dalla centrale elettrica.

Gli escursionisti possono combinare diverse passeggiate per formare un anello, come lo Zig Zag Track sul lato sud della gola, il First Basin Loop, il Duck Reach Trail.

Questo luogo non è solo una meraviglia paesaggistica, ma anche un sito sacro e profondamente significativo per le comunità aborigene della Tasmania.

entrata gratuita

Nord Tasmania in 5 tappe : Penguin

Pinguini, pinguini, pinguini ovunque, quando il nome è una garanzia, infatti a Penguin tutto ci ricorda questi adorabili animaletti. La cittadina è minuscola e forse non verrei apposta per vederla, ma se ci passate fermatevi, magari a mangiare un fish and chips in uno dei suoi locali.

Degna di nota la piccola libreria dipinta di blu con tanti libri di scambio gratuiti.

Nord Tasmania in 5 tappe : Stanley

Nord Tasmania in 5 tappe : Stanle
Nord Tasmania in 5 tappe : Stanle

C’è un luogo che non dovete assolutamente perdere nel nord della Tasmania. Stanley è piccolina, una manciata di deliziose case basse tra prati e giardini fioriti che si estendono fino al mare, ma la prima cosa dove si posa lo sguardo arrivando è The Nut, la grande roccia piatta che sembra proteggere la cittadina.

Stanley vive di mare e si sente, l’aria frizzante profuma di salsedine, nel cielo tanti gabbiani svolazzano lanciando i loro gridi, i ristoranti offrono squisiti piatti di pesce freschissimo, tutto è avvolto da un’atmosfera di tranquillità che invita a rallentare e a godere di ogni istante.

Noi abbiamo affittato un appartamento con cucina che si affaccia su un piccolo giardino con piante di rosa, passiamo la nostra prima giornata passeggiando lungo le baie e tra le stradine del paese, dove negozietti che sembrano usciti da un’ altra epoca vendono miele, prodotti alimentari che provengono dalla farm locali e souvenir.

Stanley ti conquista con la sua semplicità, con un silenzio quasi irreale, con quella bellezza senza effetti speciali che rimane impressa proprio perché vera e unica. Ce ne andiamo dopo due giorni, con il vento che ci scompiglia i capelli e lo sguardo rivolto ancora una volta verso The Nut.

I piccoli pinguini blu

Sapete qual è la cosa che amo di più dell’Australia, quella che, viaggio dopo viaggio, mi spinge a tornare?
È la profonda emozione che provo nell’incontrare gli animali nel loro ambiente naturale. In Australia, questo accade spesso, quasi con naturalezza e ogni volta è per me un vero regalo.

Quando parlo di ambienti naturali intendo davvero luoghi dove la mano dell’uomo si è limitata al minimo, spiagge pulite, selvagge e senza costruzioni, parchi nazionali attraversati da sentieri ben segnalati ma lasciati allo stato naturale

Questi sono spesso luoghi remoti, impervi e difficili da raggiungere, ed è proprio questo a renderli così speciali. Qui la natura non è un elemento di contorno ma è la protagonista assoluta. Esuberante, fiera, libera.

Adesso chiudete gli occhi e venite con me su una passerella ai bordi di una spiaggia, in un minuscolo e delizioso paesino nell’estremo nord della Tasmania. È sera, e dal mare soffia un vento freddo. Siamo in tanti ad aspettare, ma nessuno parla, nessuno fa rumore. Il silenzio è rotto solo dalle onde che si infrangono sugli scogli.

L’attesa si fa lunga, ma nessuno si siede o si allontana, siamo tutti in piedi, immobili e in religioso silenzio, illuminati da una immensa luna piena e da alcune flebili luci rosse dirette verso le rocce.

All’improvviso, un leggero mormorio… eccoli, arrivano. Uno, due, cinque… tanti.
Si fermano sugli scogli più bassi, scuotono le piccole alette, si guardano intorno come se fossero consapevoli di essere osservati da quelle strane creature chiamate umani. A coppie camminano verso le tane, con quel loro passo ondeggiante e tenerissimo.

L’emozione che ti assale è difficile da spiegare. Mi sento piccola, molto più piccola di loro, e di fronte a tanta bellezza sono incredibilmente felice.

Da ricordare : non si possono usare torce, flash della macchina fotografica o altre luci per non disturbare i pinguini, le uniche luci consentite sono quelle rosse che mettono a disposizione i ranger. Questo video è stato girato a Godfreys Beach dove i pinguini arrivano dalle 20.00/20.30 in poi, la piattaforma di osservazione è gratuita.

The Nut

Il Nut è un tappo vulcanico dalla sommità piatta che si erge per 143 metri sopra la storica città di pescatori di Stanley, una delle meraviglie naturali più iconiche della Tasmania.

Impossibile non desiderare di scalare questa sommità, si può scegliere tra la breve ma ripidissima, lo dico senza esagerare la salita è davvero ripidissima, tanto che a metà abbiamo creduto di non riuscire a farla, e anche la discesa mette a dura prova.

Oppure la salita panoramica con la seggiovia, che io ho rifiutato categoricamente perché a mio avviso toglieva il gusto della salita !

Scalata a The Nut Stanley
Scalata a The Nut Stanley

Una volta in cima, il sentiero circolare offre bellissime viste che spaziano dalle campagne, all’oceano e alla deliziosa Stanley.

Se stai programmando una visita in Tasmania, Stanley e The Nut è assolutamente da includere nel tuo itinerario.

la salita è gratuita – seggiovia a pagamento

I pascoli di Cape Grim

Nord Tasmania Cape Grim
Nord Tasmania Cape Grim

Situato all’estremità nord occidentale della Tasmania, Cape Grim è famoso per avere l’aria tra le più pulite al mondo, grazie ai venti ” 40 ruggenti” questa purezza atmosferica influisce anche sull’ambiente agricolo.

Il clima freddo, le piogge frequenti e i suolo vulcanico ricco di minerali creano condizioni ideali per pascoli. Cape Grim ha esclusivamente pascoli naturali allevati allo stato brado, i bovini non sono mai alimentati con mangimi e non viene fatto nessun uso di ormoni della crescita, antibiotici o organismi geneticamente modificati.

I prati contengono un mix di erbe naturali e erba medica, mentre il suolo vulcanico, ricco di minerali, insieme all’azione benefica dei venti marini, contribuiscono a creare pascoli nutrienti e saporiti.

Cape Grim rappresenta un esempio eccellente di come un ambiente naturale incontaminato, unito a metodi agricoli tradizionali e controlli moderni, possa produrre carne di altissima qualità.

Ci siamo davvero ritenuti fortunati fermandoci di fronte a questi pascoli, respirando profondamente l’aria pura mentre ammiravamo lo splendido paesaggio.

Non ce ne vogliamo i vegani, mai avevamo mangiato carne più buona e saporita, nemmeno quella della nostra amata Toscana.

Nord Tasmania in 5 tappe : Sheffield

Sheffield è una piccola cittadina nel nord-ovest della Tasmania che ha saputo reinventarsi trasformando ogni muro in una tela e ogni strada in una galleria d’arte a cielo aperto.

Sheffield, la città dei murales, un luogo dove la creatività incontra la bellezza rurale, regalando a chi viaggia una tappa sorprendente e fuori dalle rotte più battute.

Noi amiamo molto la street art e non perdiamo mai l’occasione di andare a vederli ma Sheffield ha superato ogni aspettativa, ogni angolo racconta una storia, la gente sembra fare parte del contesto artistico e a volte nelle varie opere sono realmente raffigurati i cittadini stessi, come Pedro un bellissimo esemplare di alpaca addomesticato e il suo incredibile proprietario.

Il cuore del paese è la strada principale, dove si trovano i murales più iconici, molti riportano targhe esplicative o codici QR per leggere la storia.

Il Mural Park è un parco dedicato ai murales temporanei creati durante il concorso annuale Mural Fest, dove artisti da tutto il mondo si sfidano a colpi di pennello.

Oltre ai murales nella cittadina non mancano botteghe artigiane, negozietti vintage e gallerie d’arte.

Sheffield è il tipo di posto che non ti aspetti, ma che ti resta nel cuore. Se stai programmando un on the road in Tasmania, non saltare questa tappa speciale.

gratuita

Nord Tasmania in 5 tappe : Deloraine

Nel cuore della Tasmania del nord, a metà strada tra Devonport e Launceston, c’è un piccolo gioiello nascosto che sembra uscito da un romanzo: Deloraine.

Deloraine è un’oasi di calma, dove il tempo sembra rallentare. Le sue strade costeggiate da alberi secolari, le gallerie d’arte e gli edifici storici raccontano una Tasmania rurale e creativa. Il paese è conosciuto per il Tasmanian Craft Fair, la più grande fiera dell’artigianato dell’emisfero sud, che ogni novembre trasforma il paese in un colorato crocevia di artisti e visitatori.

Il vero tesoro nascosto di Deloraine, però, vive tra le acque tranquille del fiume Meander: l’ornitorinco, creatura misteriosa e simbolo della fauna australiana. Vederne uno in libertà è un’esperienza rara e preziosa, e proprio qui hai ottime possibilità di riuscirci.

ornitorinco
ornitorinco

I momenti migliori per l’avvistamento sono all’alba o al tramonto, quando il fiume si fa silenzioso e la luce tenue rivela piccoli cerchi nell’acqua. Serve pazienza, silenzio, uno sguardo attento e un po’ di fortuna, basta andare in uno dei punti consigliati per l’avvistamento come la passerella pedonale nei pressi del ponte principale di Deloraine.

I campi di papaveri da oppio

campi di papaveri
campi di papaveri

Ho sempre sostenuto che viaggiare non debba essere una moda passeggera né una stupida foto da postare su Instagram. Viaggiare, per me, significa accrescere la conoscenza e stimolare la mente e il cuore.

Durante le ricerche per organizzare il nostro viaggio in Tasmania, ho imparato molte cose nuove. Una delle quali è stata scoprire che proprio qui si coltiva il papavero da oppio e che la Tasmania produce quasi la metà dei narcotici legali del mondo.

Molti anni fa avevo visitato il cosiddetto “Triangolo d’Oro”, un’area allora tristemente nota per le coltivazioni di oppio spesso legate a traffici illeciti e pratiche discutibili. All’epoca, però, non ero riuscita a vedere le piantagioni con i miei occhi.

Avevo sempre pensato che queste coltivazioni fossero circoscritte alle regioni asiatiche, mediorientali o sudamericane. Per questo motivo, apprendere che si trovano anche in Tasmania mi ha molto incuriosita. Ho sperato davvero di riuscire a vederne una.

Chi di noi non conosce di fama il papavero da oppio? Ma in quanti l’abbiamo visto davvero? Forse tutti lo associamo al traffico illecito di stupefacenti, alla malavita, a conflitti per il controllo della produzione. E spesso dimentichiamo che da questa pianta derivano potenti farmaci in grado di alleviare molte sofferenze.

Il papavero da oppio è una pianta erbacea annuale, con un fusto poco ramificato che può raggiungere i 150 cm di altezza. I fiori, grandi e vistosi, crescono su lunghi peduncoli, la corolla è formata da quattro petali bianchi, rossi o violacei con macchie vicino al centro del fiore, dove si trovano numerosi stami e il pistillo. Il frutto è una grande capsula che racchiude molti piccoli semi biancastri e reniformi, dalla superficie finemente reticolata.

Durante la tappa da Stanley a Deloraine ho iniziato a vedere grandi distese color lavanda/argento, all’inizio non mi rendevo conto di cosa potesse essere e poi ho capito, eccoli i famosi campi di papaveri da oppio che a Febbraio erano al massimo della maturazione.

Nord Tasmania Cosa ci siamo persi

Nel nostro on the road in Tasmania, il nord ci ha regalato giornate indimenticabili tra campi di papaveri, villaggi di artisti, pinguini notturni, e scogliere spettacolari. Ma ci sono luoghi che abbiamo dovuto lasciare indietro come Mole Creek e Cradle Mountain.

Mole Creek

Tra le cose da vedere avevamo segnato le Mole Creek Caves, in particolare le Marakoopa e King Solomons Cave, un mondo sotterraneo di stalattiti, stalagmiti e… lucciole. Sì, perché in queste grotte vive una colonia di glow worms che crea un cielo stellato sotto terra.

Un’esperienza unica, che purtroppo ci siamo persi perché io ho scordato di prenotare l’ingresso ! infatti per entrare in queste grotte è indispensabile prenotare prima a questi contatti: Telefono: 03 6363 5182
E-mail: MCCaves@parks.tas.gov.au.

Marakoopa Cave – orari del tour

Tour dei fiumi sotterranei e delle lucciole: tutti i giorni alle 10, alle 12 e alle 14.

Ulteriori visite guidate sono offerte alle 16:00 dal 1° ottobre al 30 aprile.

Tour della Grande Cattedrale e delle Lucciole: tutti i giorni alle 11, alle 13 e alle 15.

Grotta di Re Salomone – orari del tour

Le visite partono tutti i giorni alle 10.30, 11.30, 12.30, 13.30, 14.30 e 15.30.

Calcolate almeno 15 minuti per percorrere gli 11 km tra le grotte.

Ci siamo andati lo stesso e abbiamo provato a vedere se riuscivano ad inserirci in un gruppo, ma purtroppo erano al completo e il rigore degli australiani in questo caso non ci ha aiutato.

Cradle Mountain

Sicuramente le Cradle Mountain, sono uno dei simboli indiscussi del cuore selvaggio della Tasmania.

Il parco nazionale di Cradle Mountain-Lake St Clair è Patrimonio UNESCO e uno dei luoghi più iconici dell’isola. Qui si può camminare tra foreste attraversando passerelle di legno sospese tra torbiere e laghi glaciali, incontrare wombat e wallaby, o semplicemente restare in silenzio davanti al Dove Lake con la montagna che si specchia nelle sue acque.

Avremmo voluto fare almeno il Dove Lake Circuit, un trekking adatto a tutti che regala viste magnifiche. Ma venendo da Bali ci siamo resi conto che non avevamo indumenti adatti per la montagna, e dovendo rinunciare per questione di tempo a qualcosa abbiamo deciso di eliminare anche questa tappa.

A volte si pensa che il viaggio perfetto sia quello in cui si vede tutto. Ma col tempo ho imparato che le tappe mancate sono parte del racconto. Quelle che rimangono sospese, come promesse.

Tasmania e il meteo bizzarro tra gli incedi della costa occidentale e una nevicata estiva.

A volte delle scelte di viaggio che ci lasciano l’amaro in bocca si rivelano invece perfette, infatti proprio nei giorni che avremmo dovuto essere a Cradle Mountain nella zona occidentale sono scoppiati diversi incendi boschivi mentre in montagna inaspettatamente ha fatto una nevicata (febbraio è estate).

Non aver visitato Mole Creek e Cradle Mountain è una scusa perfetta per tornare. Perché ogni viaggio, in fondo, è solo una pagina di un libro che possiamo decidere di continuare. E la Tasmania… beh, lei ci ha già rubato un pezzo di cuore.

Torneremo. Promesso.

Salutiamo anche il bellissimo nord della Tasmania: ci ha regalato paesaggi indimenticabili e momenti speciali.
Il nostro on the road continua verso Hobart e dintorni.

Viaggia con Bru

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Commenti

3 risposte a “Nord Tasmania in 5 tappe”

  1. Avatar Claudia

    che fortuna aver visto un ornitorinco in natura! non avevo idea che la Tasmania producesse oppio ne tanto meno così tanto!

  2. Avatar Annalisa Spinosa

    Mi fermerei immediatamente a Panguin in verità, non solo per la curiosità che nutro verso i pinguini, animali dal cuore d’oro, ma soprattutto per la sua piccola libreria blu. E’ bene dare valore a queste graziose realtà locali, che ancora provano a sopravvivere nonostante tutto.

  3. Avatar Mimì

    una natura davvero fantastica quella della Tasmania. Mi fai sempre sognare con questi luoghi, Cinzia.
    Viaggi unici, affascinanti, tanto distanti dai soliti luoghi comuni!
    Non so se mai riuscirò a visitare la Tasmania, ma le 5 tappe di cui qui hai scritto, sono semplicemente da incorniciare!

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